Un mese fa la notizia dell’ingresso della prima banca nel sistema del Lombardy Energy Cluster era stata ufficializzata come un grande risultato: oggi, dopo l’ingresso di Unicredit, non soltanto anche il Credito Valtellinese ha aderito formalmente al cluster, ma sono già stati avviati i lavori per un accordo anche con Bnl e Intesa Sanpaolo. «Per noi è fortemente strategico avere seduti allo stesso tavolo interlocutori diversi, nella realtà esterna in competizione tra loro, ma in grado di portare al nostro interno competenze diverse che possono dare ciascuna il proprio contributo al successo del cluster» spiega Silvia Pagani, direttore operativo dell’Energy Cluster. In questo mondo banca e imprese del cluster stanno dalla stessa parte con un evidente vantaggio reciproco.
«Se la banca viene coinvolta da subito nei progetti di ricerca e sviluppo, fin dai primi passi, – sottolinea Pagani – sarà più facile per lei fare al meglio il suo lavoro sostenendo il progetto passo dopo passo».
Il distretto, dal 2009 a oggi, è cresciuto moltissimo: «Due sono le nostre linee di sviluppo» spiega la direttrice «una interna, per far crescere la rete di relazioni e di soggetti che compongono il cluster, ed una esterna, verso percorsi internazionali». Un anno dopo la sua fondazione il Lombardy Energy Cluster (di cui fanno parte diverse aziende varesine) è entrato a far parte dell’Icn, il cluster mondiale dei cluster dell’energia, che aggrega i 13 più importanti cluster del mondo: «Questo ci permette di entrare in contatto con tutte le principali eccellenze a livello mondiale – sottolinea Pagani – e di costruire alleanze, buone prassi e di partecipare ai bandi internazionali». La Commissione Europea punta molto sui cluster come strumenti principe
da finanziare per lo sviluppo dell’economia e dell’imprenditoria. «Far parte di questa rete mondiale, ci ha permesso ad esempio di partecipare con un progetto sulle biomasse, progetto chiamato “Coolsweep”, ad un bando dell’ex settimo programma quadro con fondi ad accesso diretto, insieme al cluster austriaco, danese, spagnolo e norvegese». Un progetto che ha vinto lo scorso anno ed è partito operativamente quest’anno con un finanziamento complessivo di 2,8 milioni di euro. Conquiste, quelle sul fronte internazionale, che non si esauriscono alla partecipazione ai bandi per la ricerca di fondi, aggiunge Pagani «ma si concretizzano in incontri b2b tra imprese dello stesso settore che portano poi, come è successo ad alcune delle nostre imprese, a opportunità concrete di business.
Questi incontri sono punti di appoggio fondamentali per le PMI che vogliono affrontare mercati lontani, grazie a un network strategico che agevola incontri e opportunità in paesi dove per una impresa di minori dimensioni non è facile arrivare».
Varese
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