Il Carroccio vuole riconquistare Varese. Preparandosi a cinque anni di Lega di lotta. A livello provinciale la Lega ha ottenuto un buon risultato, è stata la provincia che è andata meglio in Lombardia. E con il numero dei nuovi amministratori, la maggioranza in consiglio provinciale, a settembre, passerà al centrodestra. Cosa che metterà in difficoltà il presidente del centrosinistra Gunnar Vincenzi. Maggioranza che il centrodestra potrebbe già avere prima, perché i vertici lumbard chiedono a Ncd di essere coerenti con la nuova alleanza che si è formata a queste elezioni. Se a livello provinciale i dati sono buoni, la sconfitta a Varese, nella culla del partito, è una “ferita”che brucia al segretario federale Matteo Salvini. E dopo l’autocritica, che come hanno sottolineato il segretario provinciale Matteo Bianchi e il capogruppo in Provincia Giuseppe Longhin, deve riguardare tutta la coalizione, e nessun singolo, “non cerchiamo capri espiatori”, inizia il periodo della Lega di lotta. Che darà del filo da torcere al sindaco Davide Galimberti. Come? Bianchi su questo è molto chiaro. E lancia il progetto di una « Lega di lotta sia all’interno che all’esterno del palazzo. Creeremo un governo ombra, con il compito di seguire l’attività amministrativa. E ogni volta che Galimberti non sarà in grado di mantenere una delle tante promesse fatte, lo sottolineeremo facendo vedere ai varesini i limiti del centrosinistra, che ha promesso cose irrealizzabili». La battaglia andrà avanti anche fuori dal palazzo, in città, «difendendo i simboli della nostra Varese, che il centrosinistra vuole colpire a livella ideologico, togliendoci l’identità. Un esempio chiaro è il progetto, subito espresso da una lista a supporto di Galimberti di rimuovere la bandiera di San Giorgio dalla Torre Civica. Si tratta di un simbolo di
Varese, non certo di un simbolo di partito. La Lega a livello provinciale ed in città è una Lega di responsabilità di governo – ha detto Bianchi – in tanti comuni nuovi abbiamo vinto, strappandoli anche al centrosinistra. E c’è un caso nuovo in provincia, che a Varese diventa una Lega di lotta. Da qui ripartiamo». Longhin ha lanciato un messaggio al segretario regionale del Pd Alessandro Alfieri: «Ha detto che vuole conquistare la Lombardia. Ma non stiamo giocando a Risiko. Se avesse visto i dati sulle elezioni generali a Varese, non avrebbe rilasciato quelle dichiarazioni. Perché siamo in maggioranza. Noi abbiamo guadagnato il 2,33% in più dei consensi a livello provinciale come centrodestra. A questo si aggiunge la vittoria dell’anno scorso a Saronno. Siamo quindi in netta maggioranza a livello provinciale». Varese città rappresenta un’eccezione. E Bianchi ha spiegato come la sezione di Varese prenderà in autonomia una decisione, da qui a settembre, sulla sua guida. Nessun “processo” e nessuna colpa al segretario Marco Pinti, quindi, che ha avuto il duro compito di portare avanti la battaglia nel periodo storico più difficile. L’unica cosa che si limita a dire Bianchi è che «arrivare con il candidato sindaco a febbraio è stato un ritardo». Pinti, eletto in consiglio comunale, dove siederà con il governatore Roberto Maroni, che ha annunciato che non si dimetterà ma farà il consigliere comunale di minoranza, e gli ex assessori Fabio Binelli e Carlo Piatti, si dice a disposizione «a rimettere il mio mandato con un anno di anticipo, se sarà necessario. Io ci sono, sia che mi chiedano di andare avanti, o se ci saranno energie nuove, a lasciare posto a loro. Il lavoro in Comune sarà inoltre molto importante».













