Lo accoltella e guarda Sanremo Ma è “giallo” sui lividi della donna

Lo accoltella e guarda Sanremo
Ma è “giallo” sui lividi della donna

Coltellate al compagno davanti al Festival di Sanremo: il gip ieri ha convalidato l’arresto di Natasa Vramich, croata di 51 anni. Il giudice per le indagini preliminari ha però derubricato il capo di imputazione da tentato omicidio in lesioni gravissime.

La donna, assistita dall’avvocato , resterà sotto custodia cautelare all’ospedale San Gerardo di Monza: il suo stato di salute è minato da una grave patologia. Tanto che il difensore ha già richiesto una perizia medica mirata ad attestare l’incompatibilità con il carcere per l’arrestata proprio a causa delle sue gravi condizioni.

Ieri, intanto, Vramich ha raccontato la sua verità. Al giudice ha descritto un contesto familiare violento all’interno del quale il compagno la picchiava spesso. Sul corpo della donna sono effettivamente stati riscontrati dei lividi. Lividi però assenti dal collo che il compagno, stando alla versione della donna, le avrebbe afferrato stringendo con forza per strangolarla durante la lite fatale di mercoledì sera.

Secondo la versione della donna il compagno sarebbe rincasato nell’appartamento in via Conca D’Oro ubriaco (lui nega invece), barcollante avrebbe fatto cadere gli occhiali a terra ordinando a lei di raccoglierli. Dall’ordine sarebbe nato un furioso diverbio con lui che avrebbe malmenato la compagna sbattendola contro una credenza pronto a strangolarla.

Lei a quel punto trovato il coltello ha sferrato due fendenti per difendersi. Le versioni sono nettamente contrastanti: il ferito, che ha firmato per essere dimesso dall’ospedale nonostante il parere contrario dei medici, ha invece dichiarato di essere tornato a casa e aver trovato il cane costretto a fare i propri bisogni in salotto nell’indifferenza della donna.

Lui l’avrebbe accusata di non fare nulla in casa e di fregarsene di tutto e lei lo avrebbe accoltellato rimettendosi poi sul divano davanti alla televisione sintonizzata sul Festival.

Ora tutto è affidato alle perizie : il pubblico ministero ha affidato l’incarico all’anatomopatologo di accertare se la coltellata al petto vicinissima al cuore avrebbe potuto rivelarsi mortale accertando quindi la volontà di uccidere della donna.

Per contro il difensore cercherà di stabilire l’esatto opposto: la coltellata al petto non era infatti molto profonda. Infine resta da individuare una soluzione per l’arrestata che, per ovvie ragioni, non può essere messa agli arresti domiciliari.

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