Clarinetti, chitarre, flauti, sassofoni, violini. Cantanti, maestri d’orchestra, spartiti, leggii. Gli studenti del liceo musicale Manzoni ieri hanno suonato ai Giardini Estensi. Uno «s-concerto» all’aperto, per i passanti, organizzato nell’ambito di una protesta nazionale partita da un liceo di Parma «per salvare i professori di musica». Con il concorso docenti previsto dalla riforma della Buona Scuola, infatti, i professori di indirizzo del liceo musicale rischiano di dover lasciare il posto alle nuove leve. «Ma un professore di musica non è come tutti gli altri, è un maestro. Noi i nostri maestri non vogliamo perderli» dicono gli studenti, che per supportare la loro protesta hanno creato l’hashtag #unasolagrandeorchestra. Il rischio di dover dire addio a un gran numero di docenti è concreto. Lo conferma il dirigente del Manzoni : «A seguito del concorso i docenti potrebbero essere sostituti. Questo significa molto per professori, studenti e famiglie, perché verrebbe a mancare la continuità didattica». «Se si è creata questa situazione è perché, sei anni fa, quando è stato istituito il liceo musicale, non esistevano i docenti di ruolo in materie quali canto, strumento e teorie musicali – spiega , professore e coordinatore – Alcuni professori sono stati chiamati nella scuola media, altri dal pedagogico (che fino a quel momento aveva un insegnamento di musica). Adesso la riforma vuole mettere ordine, istituendo una specifica classe di concorso». «Le regole, prevedono che i “vecchi” docenti vengano sostituiti dai nuovi per il 50 per cento dei posti. Inoltre, i nuovi avrebbero la priorità se il posto
da assegnare è uno solo, casistica che riguarda il liceo varesino che ha una sola sezione di musica. Questo significa cambiare numerosi docenti che hanno alle spalle tanti anni di servizio». «Un professore di musica non è solo un insegnante. Nelle lezioni individuali di strumento si crea un rapporto unico – dice , di terza, 18 anni – La mia insegnante,, per me significa tantissimo. Io vorrei seguire le sue orme, andare al Conservatorio, poi dipende dalle occasioni che avrò, ma vorrei insegnare come lei». «Non potevamo non scendere in piazza. Dobbiamo far capire a tutti che, se abbiamo imparato a suonare così, è merito dei nostri docenti. Non è corretto che i vecchi docenti vengano esclusi dalla possibilità di partecipare al concorso» dicono Anna e Silvia, di 17 anni. «Inizialmente non ci credevo – afferma Sara, 17 anni – L’ho scoperto in gita a Budapest e da quel momento ho iniziato a pensare che l’anno prossimo potrei non vedere più il mio insegnante di chitarra ». «Io questi professori li difendo a spada tratta». «Il concorso introdotto è una cosa di cui vergognarsi – conclude , una mamma – I professori del Manzoni sono maestri di vita, come si può pensare di buttarli fuori da un momento all’altro? È grazie a loro se i nostri figli stanno crescendo disciplinati, attenti alle regole, con buoni valori». «Bisogna fare l’impossibile per salvarli, anche perché mia figlia lo ha già detto: se cambiano i professori, l’anno prossimo a scuola non ci va più».












