Lo sfogo della badante islamica «Io, licenziata per un velo»

Lo sfogo della badante islamica
«Io, licenziata per un velo»

«O togli il velo, o ti licenziamo». Ed è pronta la causa di lavoro con “l’aggravante” della discriminazione.

A denunciare l’accaduto è la diretta interessata, , colf ucraina di 26 anni, insieme al compagno, , egiziano, titolare di impresa di Import & Export di prodotti alimentari con il Paese d’origine, residente a Malnate dove presta servizio come volontario al Sos.

«Un serio percorso di fede»

«È successo una decina di giorni fa – spiega Tatiana – Da due anni lavoro come colf e badante per una benestante famiglia di Varese. A un certo punto la mia datrice di lavoro mi chiama e mi spiega che si tratta del mio licenziamento. Il motivo? Ho messo il velo a coprirmi il capo dopo essermi convertita all’Islam. Così non mi vogliono ma io sono arrivata a questa decisione dopo un serio percorso di fede».

Dalla religione cristiano ortodossa a quella musulmana. Tatiana sostiene: «Sino a un mese fa non c’erano mai stati problemi. Non si erano mai lamentati di me. Oggi accusano lui – e indica il compagno abbigliato all’occidentale – di avermi obbligato ad indossare il velo. Non è razzismo questo?».

La coppia si è rivolta ai sindacati segnalando l’accaduto. La conferma arriva da , sindacalista Cisl: «Abbiamo raccolto la segnalazione e abbiamo già informato il nostro ufficio legale. Prima di procedere con una vertenza davanti al giudice del lavoro per ingiusto licenziamento, però, dovremo attendere che venga consegnata la lettera di licenziamento. Soltanto allora potremo partire. Anche perché in base alla segnalazione ci sarebbero altre irregolarità».

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