Lo shopping di Natale snobba l’abbigliamento e alla fine arriva la decisione di anticipare i saldi invernali a sabato 3 gennaio.
Anche Regione Lombardia ha deciso di anticipare i saldi invernali, inizialmente previsti per il 5 gennaio, al 3 gennaio.
A comunicarlo è stato il governatore, : «Abbiamo preso questa decisione ascoltando una richiesta che ci è arrivata dai commercianti in un momento di crisi dei consumi».
Effettivamente questo Natale è critico. Complici le scadenze fiscali del 16 dicembre, per i consumi è avanzato ben poco. La tredicesima è servita per pagare le tasse e i commercianti, che fino a qualche stagione fa puntavano al posticipo delle svendite di fine stagione, adesso hanno bisogno di liquidità e fremono per iniziare con i saldi il prima possibile.
«Due giorni di anticipo cambiano poco, è una questione di opportunità – spiega , Confcommercio Ascom – Ha più senso cominciare il primo sabato del mese che non il lunedì dopo, risparmiandoci un fine settimana con negozi vuoti». Una questione di date insomma, per dare una logica allo shopping, ma anche di affari.
«Questo Natale, come tutto questo inverno, è il più nero di sempre – sottolinea Angelucci – Sono andate “bene” le vendite dei capi che definiamo minori, come sciarpe, camicie, magliette. Malissimo quelle dei capi importanti. Tanto vale iniziare alla svelta questi saldi e sperare di mettere in cassa un po’ di liquidità per pagare i fornitori. Siamo a questi livelli».
E fino a giovedì, anche le speranze riposte nel Natale, rischiavano di essere deluse.
La maggior parte degli acquisti natalizi infatti, si sono concentrati in questo ultimo fine settimana e la ripresa dello shopping ha fatto ben sperare i commercianti, ma non abbastanza.
Tanto da essere disposti a vendere i loro prodotti a prezzi scontati il prima possibile, soprattutto chi si occupa di abbigliamento e calzature. Qualcuno sta già “barando” e in qualche negozio è possibile approfittare di saldi super anticipati anche in questi giorni.
Merce che in alcuni posti è già scontata al 50%. Ufficialmente però, solo dall’inizio del prossimo anno sarà possibile approfittare degli sconti, «tanto la gente non aspettava altro per fare acquisti, anticipare a questo punto non cambia niente».
E se in altri anni, resistere alla tentazione dello shopping natalizio era impossibile, adesso è la regola. Negli anni passati ci si concentrava sui saldi per acquistare solo i capi importanti e costosi, mentre oggi tutto quello che può consentire un risparmio, anche minimo, vale l’attesa.
«Ben vengano i saldi se serviranno a far riprendere i consumi per quei settori che hanno risentito maggiormente della crisi – spiega , Aime – Però ieri è stato il primo giorno d’inverno, non si può pensare di partire con le svendite di fine stagione tra dieci giorni».
C’è infatti chi ha sempre sostenuto che i saldi, in generale, dovessero essere posticipati, a fine febbraio d’inverno e ad agosto per l’estate.
«Continuando ad anticiparli si è ottenuto esattamente l’effetto opposto: non si vende più – sottolinea – Almeno per quanto riguarda il settore dell’abbigliamento la situazione è questa e sono convinta che la categoria dovrebbe ritrovarsi e ragionare su questa cosa».
Intanto il nuovo anno riapre sotto l’insegna del lavoro: con i saldi da preparare e la merce da catalogare, le ferie i commercianti se le scorderanno.













