Musica a tutto volume e il vociare festante di chi, nonostante il termometro negativo, non ha rinunciato a riversare per strada la propria gioiosa attesa per lo scoccare della mezzanotte. Non sono state queste, però, le uniche colonne sonore del capodanno varesino: lo scoppio dei botti non ha dato tregua.
La mancanza di un’ordinanza restrittiva da parte dell’amministrazione comunale ha dato via libera agli amanti di una tradizione rumorosa e potenzialmente pericolosa.
I quali si sono riversati per le vie della città, dando sfogo alla loro mania: tanti scoppi in piazza Monte Grappa e dintorni, anche fra la folla assiepata sotto al palco dove è andato in scena l’intrattenimento di Radio Number One, in corso Matteotti, in via Veneto ed in piazza della Repubblica.
Solo per restare al centro: l’eco della loro esplosione è infatti risuonato un po’ ovunque e per tutto l’arco della notte. Pochi, fortunatamente, i feriti (tutti non gravi) ed i problemi relativi: solo tanto fastidio da parte di chi – ogni anno – farebbe volentieri a meno di questa consuetudine, animali domestici compresi.Certamente migliori sono state le conseguenze di un’altra ordinanza, stavolta adottata e generalmente rispettata: quella specifica per la limitazione dell’utilizzo di bottiglie e
bicchieri di vetro nel comparto di piazza Monte Grappa. Il provvedimento – che ribadisce un divieto comunque già esistente – è stato preso per non recare problemi “all’incolumità pubblica di adulti e bambini”, incontrando il favore di tutti. A partire dalle forze dell’ordine: «Anche per questo motivo vivremo una serata più tranquilla del normale – raccontavano a tarda ora i carabinieri in servizio in centro – Molto meglio di un sabato sera qualunque qui a Varese».
E a trarre beneficio del divieto sono stati anche i netturbini di Aspem: «Gli addetti hanno svolto, come naturale, un lavoro supplementare rispetto a quello degli altri giorni – spiegava ieri il presidente della municipalizzata – Ma la pulizia della città non ha presentato particolari problematiche».
I varesini che hanno voluto sfidare i tre gradi sotto lo zero e festeggiare fuori dalla propria abitazione hanno scelto in larga parte proprio piazza Monte Grappa, con lo spettacolo organizzato dall’assessorato al Turismo e al Commercio.
I dintorni della fontana – insieme ai locali vicini come Socrate e Bosisio – si sono riempiti con il progressivo avvicinarsi della mezzanotte, arrivando a registrare un numero di persone non inferiore a quello dell’anno scorso (circa 500).
Deserti o quasi gli altri punti del centro: pochi i cittadini a passeggio in corso Matteotti, scarse le presenze nei pressi della “Piccola Brera”, lunare l’atmosfera di piazza della Repubblica, dove i fuochi d’artificio hanno illuminato il cielo a beneficio solo degli spettatori usciti – poco dopo le 24 – dal Teatro Ucc.
Privi di vita si presentavano anche gli scali ferroviari, fatto salvo per i soliti “Hotel Treno” che, come ogni normale notte invernale, hanno ospitato chi non ha un tetto sotto il quale ripararsi. Presso il vicino ex Chalet Martinelli – sede degli Angeli Urbani – dopo un breve brindisi le luci si sono spente già alle 0.30: per chi ha trovato fortunatamente un riparo, il Capodanno è stato un semplice momento per ringraziare finalmente il destino.
Il bilancio del giorno dopo – quello consueto ad opera delle forze dell’ordine – permette di tracciare i contorni di un veglione tutto sommato tranquillo. I varesini sono stati attenti (pochi feriti per i petardi), disciplinati alla guida e soprattutto sobri: lo confermano sia i Carabinieri, sia la Polizia dello Stato, sia quella Locale.
Nessun incidente stradale è stato rilevato e non si segnalo patenti andate in fumo per l’alcol: una buona notizia per iniziare l’anno.













