«L’ultimo regalo d’amore a Varese»

L’intervista a Rosalba Maruca, varesina 25enne, che ci spiega il suo progetto di recupero dell’ex caserma della città

La varesina , 25 anni, si è laureata in architettura a Losanna – dopo aver conseguito la laurea triennale a Mendrisio – con una tesi in francese sulla caserma Garibaldi.
Il suo progetto di recupero dell’immobile è molto diverso da quello di Mauro Galantino che ha vinto il concorso internazionale indetto nei mesi scorsi proprio per riqualificare la piazza.
«La mia è una riflessione molto diversa, infatti ho lavorato per capire come vecchio e nuovo si incontrano. Ho cercato di capire cosa si può demolire e cosa si può recuperare. All’interno dell’immobile ho pensato di creare una grande biblioteca e uno spazio di studio e lettura su due piani».

La mia risposta è l’esatto opposto. Io fermo l’edificio, con l’obiettivo di dargli unità. La “scuola Svizzera” è più sensibile al recupero: questo forse perché in terra elvetica non ci sono tante rovine come in Italia. Io non creo contrasti, non accosto elementi architettonici moderni (come la “serra di vetro” di Galantino, ndr), ma reinterpreto gli spazi. Sono andata a studiare a Losanna, dove insegna il professore Luca Ortelli proprio perché mi ritrovo nella sua filosofia architettonica (conservativa, ndr).

In un certo senso, io completo quello che c’è già. Il punto di partenza è che l’ex caserma di Varese, abbandonata da diversi anni, cerca di riaffermare attraverso una nuova funzione la sua presenza ed il suo ruolo nel centro città. È stata costruita nel 1861, ingrandita nel 1866, ma l’edificio non sembra essere terminato. Una volta completamente restaurato, nel mio progetto, l’edificio originario e la nuova ala accolgono la biblioteca civica, acquistando nello stesso momento un significato unitario e una funzione nuova.

Attraverso la creazione della corte intendo creare un’unità spaziale capace di accogliere in uno spazio raccolto gli abitanti della città, alla ricerca di un luogo calmo. L’operazione architettonica ricerca una distinzione netta tra vecchio e nuovo, instaurando allo stesso tempo un dialogo tra i due differenti linguaggi architettonici. Elementi costruttivi come le aperture, le volte ellittiche e gli archi dell’edificio esistente sono reinterpretati nella nuova ala; si traducono in forme, tecniche e materiali nuovi.

Si. L’edificio accoglierà la biblioteca civica contenente più di 300 mila volumi e la biblioteca ragazzi. Inoltre, uno spazio multimediale e delle sale di lettura per gli studenti universitari, accessibili indipendentemente dalla biblioteca, saranno messe a disposizione della cittadinanza. Questo programma sarà completato da una sala conferenze, un ristorante e bar, e delle sale per associazioni. Il complesso si apre sulla grande Piazza della Repubblica, che è completamente ripensata attraverso una rivalorizzazione urbana, per donare a questo angolo di città la sua dignità e il suo ruolo perduto.

Il comune di Varese mi ha accompagnato a visitare la caserma. Va ringraziato perché tutte le persone con cui mi sono interfacciata sono state gentilissimi.

Non ho potuto concentrarmi sul concorso perché ero troppo presa con gli esami. Il mio sogno? Mi piacerebbe partecipare a qualche concorso di architettura insieme a qualche collega di università. Se la fortuna ci bacia, bene. Se no troveremo lavoro in qualche studio. Ma starò qui a Losanna a vivere, su quello sono sicura.

È un regalo d’amore per Varese. L’ultimo, prima di dirle addio.