– Giù le mani dal Bernascone: non è la porta dei bagni dell’Autogrill. «Se la Roma è magica, Cicciolina è vergine»: eccola lì la scritta, chiara e inequivocabile, sulla torre campanaria accanto alla basilica di San Vittore. Un passante distratto, magari intento al proprio smartphone, potrebbe non accorgersene.
Un altro più attento potrebbe scambiarla per una delle tante che “decorano” il centro città.
Chi, invece, a quel pezzo di storia di Varese ci tiene, e che ieri non era distratto, se n’è ben accorto.
Non è una questione di perbenismo – darebbe fastidio anche avercela vicino all’ingresso di casa – ma è quello che dietro a quella scritta c’è, o meglio non c’è, a far pensare. Non c’è l’idea della punizione: «Non lo faccio perchè rischio che mi becchino». Non c’è il rispetto per un monumento che, più di molti altri, rappresenta la città. Non c’è cura per un bene comune. Per carità, si tratta di una bravata e la scritta come è comparsa, in qualche maniera svanirà.Ma qualcuno dovrà lavorarci,
dovrà metterci mano e spendere tempo e risorse per porre rimedio allo spunto geniale di un perditempo.Non è segno per forza di degrado sociale, ma quantomeno di costumi ed educazione. Non è un fatto per cui stracciarsi le vesti, ma una seccatura nel veder deturpato qualcosa che si sente anche proprio.La frase di un certo “spessore”, che fa intuire quanto la compagine capitolina non sia la favorita dello scrivente, pare degna di quelle che assieme ai numeri di telefono di qualche malcapitato spuntavano sulle porte degli Autogrill.
Non credo che “l’artista” di cotanto aforisma sfoghi qualche turba data dal non aver frequentato l’asilo o si ribelli a una mamma severa che non faceva sottolineare i libri con la penna, ma con la matita.
Credo di piuttosto che sia lo sfogo di uno dei tanti ragazzini che su quei gradini, quelli che portano al portoncino del campanile, ci ha limonato o che poco più avanti, incurante dell’igiene, si accomoda per terra in piazza Canonica probabilmente ignorando che cani e cristiani spesso vi urinano.
Certo la noia di un lunedì pomeriggio di mezz’agosto va pur ingannata, ma spiace che lo sia con certe alzate d’ingegno.
Tutti hanno fatto le loro spacconate e questa non è certo una delle più gravi, ma magari la prossima volta, vista la portata del messaggio, pensi a scriverla sulla porta della cameretta in modo da strapparsi un sorriso da solo, se tanto è interessante.
Per il tedio agostano, a dispetto della canzone di Celentano “neanche un prete per chiacchierar”, lì accanto a un tiro di sputo, pardon di schioppo – non vorrei dare suggerimenti sbagliati – c’è la sacrestia coi confessionali in funzione per tutto il mese.
Il Bernascone in centinaia d’anni di storia ne ha viste tante e se non l’hanno sconfitto le palle di cannone del generale Urban, non ci riusciranno nemmeno le scritte dei soliti imbecilli.













