VARESE Il Gorgonzola varesino è Dop anche per l’Unione Europea. Ieri il Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia ha annunciato il via libera dell’Ue alla modifica del disciplinare di ?Denominazione di origine protetta? del formaggio lombardo, che tra le tante novità prevede anche l’inserimento della provincia di Varese come zona di produzione.Il riconoscimentoIn realtà, il Gorgonzola Dop prodotto con il Latte Varese, esiste già da alcuni anni e viene apprezzato da sempre più consumatori. Il riconoscimento attuale è solo la conclusione di un iter, che nel 2001 aveva portato al riconoscimento italiano della nostra provincia come territorio di denominazione protetta: «Diciamo che questa é una corona sulla testa del Gorgonzola varesino, a tutti gli effetti già entrato a far parte della corte delle aree del disciplinare – commenta l’assessore provinciale all’agricoltura Bruno Specchiarelli – ma a livello nazionale la nostra provincia è già riconosciuta nel consorzio di tutela: è solo terminato il lungo iter burocratico, dovuto ai tempi della burocrazia europea. Il Gorogonzola varesino è un Dop nel Dop, con un valore aggiunto nel latte interamente proveniente dalle nostre stalle». Infatti, il latte è quello della Cooperativa Agricola Latte Varese, che in assenza di un caseificio dedicato a questo tipo di produzione in provincia, lo invia ad una cooperativa di Cameri (Novara) per la trasformazione: «La produzione è in costante crescita e i consumatori mostrano di apprezzarlo sempre di più – dice Carlo Crosti,
responsabile commerciale della Cooperativa Latte Varese – ci aiuta la qualità del prodotto, che si trova oggi nelle maggior catene della distribuzione: i risultati lo stanno premiando».Tipico che piace «I produttori di latte inviano circa 150-200 quintali di latte a settimana, che torna in provincia sotto forma di Gorgonzola – spiega il presidente della Coldiretti Varese, Claudio Vallini – è uno dei prodotti tipici che mostra la maggiore crescita dal punto di vista delle richieste dei consumatori, con dati in aumento anche per la produzione. La modifica al disciplinare in Europa è solo la fine di un percorso di successo, iniziato ormai più di dieci anni fa per ottenere il riconoscimento». Che è servito a garantire anche un sostegno importante ai produttori di latte varesini: «Prima, in caso di problemi di ritiro del latte, non era facile trovare una via di uscita ai caseifici di Novara o Milano ? spiega Giuliano Bossi, direttore di Confagricoltura Varese ? è stata una grande conquista, una battaglia vinta, con anche un buon successo commerciale. Auspicheremmo anche un caseificio in provincia, ma per il momento è ancora difficile immaginarlo».L’attesa per il riconoscimento dei nostri prodotti tipici non è ancora finita: «Ora aspettiamo una risposta anche per il Dop alla Formaggella del Luinese – dice Specchiarelli – e a livello italiano abbiamo fatto richiesta anche per l’Igp degli Asparagi di Cantello e del Salame Prealpino, e per il Dop del Miele varesino»Piero Orlando
e.marletta
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