Roma, 8 feb. (Apcom) – Israele ha accettato di rilasciare il
leader di Fatah Marwan Barghouti nel quadro di un accordo per la
liberazione di Gilad Shalit, il soldato israeliano rapito nel
2006 sul confine della Striscia di Gaza. Lo scrive il quotidiano
panarabo Al Hayat, ripreso dall’edizione online di Haaretz.
Stando al giornale edito a Londra, Barghouti figura nella lista
di un migliaio di prigionieri palestinesi che Israele intende
scambiare con Shalit. Fra loro, precisa al Hayat, non c’è però il
leader del Fronte popolare per la Liberazione della Palestina
Ahmed Saadat. Lo Stato ebraico avrebbe d’altronde accettato di
rilasciare 350 dei 372 prigionieri di un elenco presentato da
Hamas.
Barghouti è l’ex leader dei Tanzim, braccio armato del Fatah
palestinese. Era stato arrestato in un raid israeliano nel 2002,
e due anni dopo fu condannato da un tribunale israeliano a cinque
ergastoli per gli omicidi di altrettanti cittadini israeliani. La
notizia del possibile rilascio arriva in un momento di positiva
evoluzione dei negoziati indiretti per la tregua tra Hamas e
Fatah.
Grazie alla mediazione dell’Egitto, le parti avrebbero trovato
una nuova formula di cessate il fuoco che preveda anche la
riapertura dei valichi della Striscia di Gaza e il rilascio di
Shalit. Il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak ha
confermato nel frattempo “sforzi supremi” per assicurare il
rilascio del prigioniero in un prossimo futuro.
Ieri sera la ‘troika’ israeliana composta dal primo ministro Ehud
Olmert, il ministro degli Esteri Tzipi Livni e Barak si è riunita
al ministero della Difesa per discutere della proposta avanzata
dagli egiziani. Al colloquio ha partecipato anche il ministro
delle Pensioni Rafi Eitan, a cui Olmert ha chiesto personalmente
di prendere parte a tutte le riunioni sul dossier Shalit.
Una fonte politica, citata da Haaretz, ha spiegato che “non è
ancora stata presa una decisione su Shalit, soprattutto perché
Hamas deve ancora trovare una posizione unitaria sulla
questione”. I media israeliani e arabi parlano di una svolta
nella crisi intorno a giovedì, quando il negoziatore israeliano
Amos Gilad è rientrato dal Cairo con una proposta dettagliata del
capo dell’intelligence egiziana Omar Suleiman, da cui dovrebbe
tornare nel giro di un paio di giorni.
Ieri il leader di Hamas nella Striscia, Mahmoud Zahar ha
raggiunto la capitale egiziana nella sua prima apparizione in
pubblico dall’avvio dell’operazione israeliana a Gaza ‘Piombo
fuso’. Ad accompagnarlo, c’erano il parlamentare di Hamas Salah
al-Bardawil e Nizar Awadalla, che per il movimento islamico segue
il caso Shalit. Oltre a loro, c’era il portavoce del governo di
Hamas Taher al-Nunu. Zahar ha dichiarato ad Al Jazeera che Hamas
valuterà le proposte di Israele e poi darà una risposta
definitiva. La delegazione è diretta ora a Damasco per un
incontro cruciale con la diaspora guidata da Khaled Meshaal.
Spr
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