Gerusalemme, 22 feb. (Ap) – Il leader del Likud, Benjamin
Netanyahu, incaricato di formare il prossimo governo in Israele,
vuole proporre a Kadima di Tzipi Livni di partecipare a un
esecutivo “il più largo possible”. Lo ha indicato uno dei suoi
‘luogotenenti’.
Intendiamo formare un governo il più largo possibile, e per
questo occorre creare gruppi di negoziatori allo scopo di
smussare gli angoli”, ha affermato alla radio dell’esercito
israeliano il deputato Sylvan Shalom. “Non c’è il minimo problema
a trovare un denominatore comune, e possiamo raggiungere intese
(…) ciascuno deve fare concessioni”.
Il parlamentare ha auspicato che lo stesso partito laburista di
Ehud Barak (13 seggi) aderisca a questo governo. Shalom ha
rilasciato queste dichiarazioni prima di una riunione prevista
nel pomeriggio tra Netanyahu e Livni. Ha precisato che “il Likud
non ha tuttavia intenzione di disconoscere i suoi alleati
naturali”, religiosi e legati all’estrema destra.
Intervistato sempre dalla radio militare, uno dei dirigenti di
Kadima, il ministro delle Finanze Roni Bar, da parte sua ha
dichiarato: “Quando si parla di unione, è subito necessario
trovare una strada (…) e Netanyahu deve fare tabula rasa degli
impegni che ha assunto” con i suoi alleati naturali.
Kadima ha ottenuto 28 deputati alle elezioni politiche del 10
febbraio, rispetto ai 27 al Likud che può in compenso contare su
un blocco di 65 deputati legati alla destra – su un totale di 120
– alla camera. Netanyahu è stato quindi incaricato venerdì scorso
dal presidente israeliano Shimon Peres di formare il governo. Un
esecutivo allargato al centro gli consentirebbe di non essere
ostaggio di un blocco di estrema destra, per poter adottare una
politica pragmatica che gli risparmi in particolare eventuali
contrasti con gli Stati Uniti, che intendono rilanciare il
processo di pace in Medio Oriente.
VGP
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