Roma, 21 mar. (Apcom) – Oggi sono trascorsi mille giorni dal rapimento del soldato israeliano Gilad Shalit e le speranze di un rilascio appaiono minime. I suoi familiari, ieri sera, hanno smontato la tenda piazzata due settimane fa davanti alla residenza del premier Ehud Olmert a Gerusalemme, per fare pressioni sul governo israeliano affinché giungesse alla sua liberazione grazie a uno scambio di prigionieri palestinesi.
“Olmert ha fallito e non si è mai veramente occupato di questa storia”, ha dichiarato ieri sera il padre del soldato. “Non sono mai stato ottimista e non ho mai creduto che in queste ultime due settimane sarebbe riuscito in qualcosa in cui ha fallito per mille giorni”.
Questa settimana sono falliti al Cairo i negoziati tra Israele e Hamas sulla liberazione di Shalit e le prospettive non diventano più incoraggianti con l’imminente arrivo al governo di un gabinetto di destra guidato da Benjamin Netanyahu.
Il caporale Shalit, 22 anni, doppia nazionalità israeliana e francese, è stato rapito il 25 giugno 2006 nel corso di un raid condotto all’alba da un commando palestinese nel sud di Israele, vicino al confine con la Striscia di Gaza. L’attacco venne rivendicato da tre gruppi armati, fra questi le brigate Ezzedine Al-Qassam, braccio armato di Hamas.
(con fonte afp)
Fcs
© riproduzione riservata










