Madre e figlio morti in auto Un malore la causa del dramma

Madre e figlio morti in auto Un malore la causa del dramma

Schianto di Lozza: un malore dietro l’incidente che ha ucciso madre e figlio lo scorso 30 novembre. La procura di Varese verso l’archiviazione del fascicolo aperto per omicidio colposo: scagionati in toto i conducenti delle altre due auto coinvolte nella paurosa carambola.

Il fatto accadde alle 15 lungo la strada provinciale 57 che collega Gazzada Schianno al ponte di Vedano. Madre, , 88 anni di Venegono Inferiore, e figlio, artigiano vetraio di 62 anni residente a Gazzada, viaggiavano a bordo della Pikanto di quest’ultimo.

La verità sull’accaduto mostrata da un video recuperato dalla polizia stradale durante gli accertamenti: le immagini mostrano la Pikanto che ad alta velocità tampona la Fiat 600 van che le viaggiava davanti.

Un impatto violentissimo con la Fiat sbalzata sull’opposta corsia di marcia che si schianta contro una Opel Corsa in arrivo. Non un’imprudenza, ma una tragica fatalità. Gambarini, che era alla guida della Pikanto e che è morto sul colpo con alla madre sbalzata fuori dall’auto, ha premuto sull’acceleratore in modo inspiegabile.

O meglio spiegabile soltanto con un malore improvviso: l’uomo soffriva di crisi epilettiche e aveva un arto artificiale. Secondo gli inquirenti soltanto un malore, una crisi improvvisa e imprevedibile, può spiegare l’accaduto.

Soltanto una perdita del controllo involontaria può giustificare quell’accelerazione fatale, quell’incapacità di rallentare avendo un’altra macchina davanti, quell’incapacità di tentare almeno di evitare l’ostacolo.

Per la procura i conducenti delle altre due auto non hanno responsabilità nell’accaduto. Come alcuna responsabilità ha lo stesso Gambarini vittima, con la madre, di una tragica fatalità causata da un malore.

La procura si dispone ora a chiedere l’archiviazione per i conducenti di Fiat e Opel indagati per omicidio colposo quale atto dovuto subito dopo l’incidente.

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