Maltrattamenti e violenze Tre le donne che lo accusano

Maltrattamenti e violenze
Tre le donne che lo accusano

Maltrattamenti, stalking e due accuse per violenza sessuale: la procura chiude il cerchio intorno a Davide Brianza e chiede un rinvio a giudizio “unificato” con capi d’accusa pesantissimi.

Sono tre le donne che accusano il disoccupato di 42 anni di Castiglione Olona arrestato lo scorso 7 gennaio dagli uomini della polizia ferroviaria di Varese: l’ex moglie e due giovani donne adescate in rete. E a incastrarlo ci sarebbe anche la prova del Dna. A scoperchiare il vaso di Pandora fu l’ultima violenza sessuale: il 3 gennaio una rumena di 22 anni si presentò al posto di polizia della stazione denunciando di essere stata stuprata da un uomo conosciuto sul social network Badoo.

L’uomo aveva utilizzato un nome fasullo e la foto al corredo del profilo non era proprio chiarissima. Nel racconto della vittima l’amico di social aveva chattato con lei salvo poi invitarla a cena. Lei aveva acconsentito e lui era andata a prenderla a casa con la sua station wagon.

Auto trasformata in alcova-bivacco perché, si scoprirà poi, quella macchina era la dimora dell’uomo: da lì si connetteva a caccia di nuove amicizie femminili. Non appena la giovane salì in auto, questo ha dichiarato la vittima agli inquirenti, dell’invito a cena non sarebbe rimasto più nulla: lui, con un coltello, l’avrebbe minacciata di morte costringendola ad un rapporto sessuale.

Salvo poi esibire un tesserino fasullo spacciandosi per un tutore dell’ordine: «Sono un poliziotto – avrebbe detto alla ragazza – Se mi denunci te la faccio pagare». L’aggressore fu identificato in pochi giorni e, dopo il fermo, la vittima lo identificò con certezza: lui si è difeso non negando il rapporto ma definendolo consensuale.

Di più: stando all’arrestato la ragazza altro non era che una prostituta vendicatasi in quanto lui non aveva corrisposto l’intera somma pattuita proprio in chat per il rapporto consumato.

Il gip non gli ha creduto tenendolo in carcere: le indagini intanto sono andate avanti. A carico del quarantenne c’era già la denuncia per maltrattamenti e stalking presentata dall’ex moglie: la donna è rimasta spostata con lui per quattro mesi prima di scoprire che il marito le mentiva.

Ogni mattina fingeva di andare a lavorare ma in realtà era senza occupazione, la malmenava, la insultava, la controllava in modo ossessivo accecato dalla gelosia.

Non solo: lo stupro denunciato a inizio gennaio era identico a quello denunciato da una dominicana, il 20 dicembre 2012.

E nell’occasione dalla vittima erano state prelevate tracce biologiche appartenenti all’aggressore: il test del Dna ha collegato l’uomo anche al fatto. Lui nega, ma il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio per i capi di imputazione.

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