VARESE (m.tav.) Pubblicità sui lampioni per rendere più luminosa la città. È questa la cura che il Comune ha in mente contro la mancanza di fondi per l’illuminazione: mancanza di fondi che finisce con rendere la manutenzione difficile e, quindi, favorire gli spegnimenti continui dei lampioni.L’ultimo black out si è verificato domenica notte, ed ha lasciato senza luce il comparto dello stadio, dall’inizio di Masnago fino alle porte di Sant’Ambrogio. Lo spegnimento dei lampioni è stato totale. E, negli ultimi anni, il fenomeno è andato via via intensificandosi, facendo brancolare nell’oscurità i quartieri periferici della città, da Casbeno a viale Europa, da Masnago a Giubiano, solo per citare i più colpiti, senza che il Comune riuscisse a porre un argine definitivo. Ci sta riuscendo, ma con difficoltà economiche, l’assessore ai lavori pubblici Gladiseo Zagatto (Lega Nord), che ha elaborato un piano per investire soldi
privati nell’illuminazione pubblica, coinvolgendo quindi gli sponsor. «L’unica soluzione, per non mandare in malora le casse comunali, è affittare i lampioni come spazi pubblicitari, come sta avvenendo a Milano – spiega l’assessore – nel bando di gara, per il rifacimento degli impianti di illuminazione pubblica, che stiamo varando, sarà prevista la possibilità di vendere pubblicità sui pali». Ma non sarà niente di antiestetico, assicura l’assessore. Gli spot, nei loro supporti, saranno eleganti e non faranno fare una figura pacchiana ai pali della luce. Del resto, siamo la città giardino e una certa immagine va difesa. «I dettagli di come avverrà la vendita degli spazi pubblicitari non è ancora definita – continua Zagatto – l’unica cosa certa è che ci consentirà di risparmiare cifre notevoli sui costi di rifacimenti dei lampioni. Il Comune non può quindi farsi carico interamente delle spese di realizzazione dei nuovi impianti».
e.marletta
© riproduzione riservata













