Mani di velluto a San Vittore Stavolta i ladri sono diabolici

Una donna finge di aver perso il cappello, distraendo così il povero sacrestano. Intanto i complici svuotano la cassetta delle offerte. Indagano i carabinieri

– Ancora un furto sacrilego nella basilica di San Vittore a Varese: dopo il colpo avvenuto alla fine del mese di gennaio, i ladri sono tornati a colpire nell’ultimo fine settimana.
Nel mirino, ancora una volta, è finita la cassetta delle offerte: un contenitore piuttosto ingombrante e pesante viste le dimensioni (90 centimetri di altezza e 80 centimetri di larghezza). Ma in questa circostanza il contenitore è rimasto al suo posto, non come è accaduto a fine gennaio quando i ladri lo asportarono, portandoselo via di peso.

Questa volta l’ingegno ha prevalso sulla forza bruta, ma il risultato è stato identico: cassetta delle offerte saccheggiata e grande amarezza nella comunità di fedeli varesina.
Secondo una ricostruzione sommaria dell’accaduto, potrebbero aver agito almeno tre persone, una giovane donna e un paio di complici. La vicenda è assurda, ma è la perfetta sintesi della deriva sociale del momento.
I fatti si sono svolti giovedì scorso anche se sono servite circa 48 ore prima di constatare il clamoroso furto. Pochi minuti dopo le 18, la donna avrebbe distratto uno dei sacrestani di San Vittore. L’uomo, peraltro, aveva anche molta fretta visto che nel giro di pochi minuti doveva essere celebrata la messa al Battistero. Tuttavia ha prolungato la sosta in chiesa per aiutarla a cercare un cappello che giurava di aver smarrito in sacrestia. A caccia dell’accessorio “fantasma”, sono trascorsi diversi minuti durante i quali i complici hanno avuto il tempo di scassinare la cassetta delle offerte.
Solo nel momento in cui è stato scoperto l’ammanco, il sacrestano ha capito che si era trattato di un diversivo e che la sua buona fede e disponibilità erano state tradite in maniera indegna. Mentre la ladra teneva occupato l’uomo di chiesa, i complici scavalcavano il cancelletto dietro cui era stata sistemata la cassetta e, cacciavite in pugno, scardinavano il pannello di legno facendolo scivolare a terra.
A quel punto l’hanno ripulita portando via tutte le offerte e risistemando poi il pannello nella sua posizione originaria. Con il malloppo in tasca i ladri se la sono svignata facendo perdere ogni traccia.

Solo un paio di giorni più tardi, il personale della parrocchia si sarebbe reso conto che qualcuno aveva depredato la cassetta. Con il pannello solo appoggiato sul retro, il contenitore poteva trasformarsi in un bancomat, alimentato dalla generosità dei fedeli, ma sfruttato più volte dai ladri.
Sabato mattina in parrocchia si sono accorti del furto: «Speriamo – racconta uno dei sacrestani della parrocchia – che la donna venga individuata dai carabinieri. Il nostro sacrestano ha avuto modo di parlarci a lungo mentre diceva di aver perso il cappello. Credo che abbia bene in mente la sua immagine. Ne ha parlato con i carabinieri a cui è stata sporta denuncia».
Ieri mattina durante la “messa del Malato” tra i fedeli non si parlava d’altro: la vicenda del nuovo furto aveva colpito tutti nel profondo. «Rubare in chiesa – hanno ripetuto alcune signore – non è accettabile. Poi le offerte, ormai siamo fuori da ogni logica».
La parrocchia starebbe ragionando sulla possibilità di chiudere dopo un certo orario le porte della facciata, lasciando aperto solo l’accesso dal campanile. Ma si tratta solo di indiscrezioni che ieri mattina circolavano tra il personale della parrocchia.