C’è che ha tre figli a casa con la moglie che non lavora più. E poi c’è che ha 36 anni e vive da sola nella casa per cui ha aperto un mutuo quando ha cominciato a lavorare al Cral otto anni fa. E poi c’è , con un contratto di apprendistato da sei anni e che ha sostituito negli ultimi mesi la collega appena rientrata dalla maternità.
Accanto a loro «le anziane» del gruppo, dietro il bancone del bar dell’ospedale di Circolo da 30anni o giù di lì, come , che avrebbe già avrebbe già i numeri per andare in pensione ma vuole continuare a lavorare e , che invece deve ancora aspettare tre anni o poco più prima di appendere il grembiule al chiodo. Sono loro alcuni degli undici dipendenti del che hanno manifestato davanti all’ingresso del monoblocco per rivendicare il diritto ad avere «chiarezza e garanzie», come hanno scritto sullo striscione esposto assieme alle bandiere della Cub, il sindacato di base.
Della vicenda si discute ormai da mesi, in ospedale e sulle pagine dei giornali: si tratta del bando di gara promosso dall’azienda ospedaliera in primavera per la gestione del bar del monoblocco, storicamente nelle salde mani del Cral, il comitato ricreativo aziendale costituitosi in cooperativa e che conta miglia di soci tra lavoratori ed ex dipendenti dell’ospedale di Varese. Il Cral, in polemica con la direzione ospedaliera che ha posto una base d’asta di 200mila euro di canone annuale (attualmente il Cral paga 40mila euro la concessione per la gestione del bar), al bando non ha neppure partecipato e ha presentato ricorso al Tar, il Tribunale amministrativo. Intanto la gara se l’è aggiudicata l’emiliana Chef Express, un colosso della ristorazione, offrendo 300mila euro l’anno all’ospedale, sconti oltre il 30% ai dipendenti ospedalieri e la riassunzione dei nove dipendenti del Cral come richiesto dal bando. E qui sorge il primo grosso problema: i dipendenti sono undici, non nove: dieci a tempo pieno e un part time. «In questo clima di incertezza circolano mille voci differenti e noi ci sentiamo minacciati per quello che potrà essere il nostro futuro lavorativo alla fine di tutta questa storia», spiegava ieri mattina Santina al presidio con altri colleghi. Anche quelli in turno, che uscivano uno alla volta per non interrompere il servizio. Alla fine, con la manifestazione, gli 11 dipendenti del Cral una cosa l’hanno ottenuta: «La direzione ospedaliera ci riceverà lunedì mattina per discutere i punti controversi di questa vicenda che riguardano direttamente i lavoratori», spiegadella Cub.













