La giunta di Univa ha incontrato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni: «La Regione – ha garantito Maroni dopo che Giovanni Brugnoli, presidente di Univa ha introdotto una lunga di serie di temi caldi per l’imprenditoria locale – vuole ribaltare nei confronti delle nuove iniziative imprenditoriali l’approccio consueto: non più lungaggini amministrative per la concessione delle autorizzazioni, secondo una logica di sospetto nei confronti dell’industria, ma libertà di attivazione di nuove attività in tempi brevi con riserva di effettuare i debiti controlli a posteriori.
L’intento è quello di rendere nuovamente attrattiva la Lombardia per chi investe e, in primis, di evitare emorragie di imprese verso i vicini Stati confinanti».
Prioritario, secondo Brugnoli, recuperare competitività (troppa burocrazia e troppe tasse sulle attività economiche) interrompere la stretta creditizia (leggasi: più sostegno ai confidi), il completamento dei cantieri per la realizzazione delle infrastrutture di trasporto, definire il ruolo di Malpensa, e la valorizzazione del cluster industriali. Per quanto riguarda le infrastrutture, Roberto Maroni ha fornito ampie rassicurazioni: «La Pedemontana verrà completata, anche se solo nei primi due tratti, prima
del 2015 (il tragitto cioè Cassano Magnago – Meda) e così pure per Brebemi e Teem, oltre che per le altre opere legate al’Expo. La Pedemontana (fino a Lomazzo) e la Brebemi saranno in esercizio dalla metà del 2014. La Teem, lo sarà di certo prima dell’Expo. Il terzo e quarto lotto della Pedemontana sono invece di là da venire, dovendo ancora essere reperiti i finanziamenti».
E per il dopo-Expo, per le aree lasciate libere dai padiglioni espositivi Maroni ha detto di avere già nel cassetto sedici progetti, tra i quali quello di realizzare un grande centro sportivo con nuovo campo di calcio per 60.000 spettatori e una piscina olimpionica, oltre a strutture ricettive, di ristorazione e per il tempo libero: «Si deciderà di fare ciò che risulterà realmente utile per il territorio e la Regione».
tornando all’economia e alle imprese, Maroni ha sottolineato che «Ppr sostenere le nostre industrie non possiamo intervenire su costi come quelli del lavoro e del fisco, tranne che per l’imposizione locale. Dobbiamo allora far leva sulla capacità di innovazione che le imprese esprimono. Per questo, contiamo di varare misure rivolte a favorire la ricerca applicata, coinvolgendo anche il sistema universitario della Lombardia».
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