VARESE «Con Umberto Bossi ho un rapporto straordinario, di simbiosi. È un fratello maggiore. Lo conosco da 32 anni». Lo ha detto l’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni, in un’intervista al settimanale Oggi in edicola da mercoledì 23 novembre.
«Il cerchio magico, i maroniani? In Lega – spiega Maroni – non ci sono correnti come nella vecchia Dc. I maroniani non esistono, al massimo sono una categoria dello spirito, non una componente organizzata. C’è gente che definiscono maroniana che neppure io conosco. Poi ci sono, per dire, Tosi e Fontana, sindaci di Verona e Varese, che stimo per l`ottimo lavoro che fanno e di cui sono amico. Tutto qui. La leadership di Bossi? Churchill disse che quando si è in due a comandare, uno è di troppo. In qualsiasi organizzazione complessa non può esserci anarchia».
«In un partito, poi, conta solo la motivazione. Chi andrebbe ad attaccare i manifesti se non fosse motivato? E la prima motivazione la dà la leadership, che deve essere forte e sposarsi con la democrazia interna».
s.bartolini
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