Martino tifa sempre per voi Biancorossi, giocate per lui

Cinque mesi senza i tuoi angeli possono sembrare cinque anni, o perfino cinquemila, ma noi vogliamo che siano solo cinque giorni.

Tornare e non vedere più i tuoi figli, tornare e non vedere più il tuo uomo, sapendo che non li rivedrai più. Se mamma Licia questo non può nasconderlo, né dimenticarlo, altrettanto dobbiamo fare noi: la sua famiglia biancorossa.

Cinque mesi sono passati, ma quell’abbraccio che un allenatore come Sottili, una squadra come il Varese e uno stadio come il Franco Ossola avevano saputo dare allora, non va chiuso con il passare del tempo ma va allargato. Se siamo stati capaci di ricordare Martino e la sua famiglia per un giorno o una settimana, dobbiamo saperlo fare anche ora, dopo mesi, e tra un anno o tra dieci. Perché una famiglia fa così.

Può sembrare poco, ma se un semplice bigliettino scritto da Caccianiga e appeso sul muro di uno spogliatoio ha saputo legare con lo stesso filo migliaia di persone (la squadra, e tutto quello che la circonda), è tantissimo. In quel bigliettino, che idealmente è ancora su quel muro e ci resterà sempre, ci sono Fabrizio, Martino e Luca. Allora è stato naturale tirar fuori quelle parole, quelle emozioni e quella vittoria. Adesso possiamo (dobbiamo) fare qualcosa di più: dimostrare a mamma Licia che quelle parole (ti saremo sempre vicini) non erano un atto dovuto ma qualcosa di vero.

Sono passati cinque mesi, ma per questa madre è come se fossero passati cinque minuti: il dolore è lo stesso, se non più forte. Andate in campo domani come avete fatto quel giorno. Giocando con l’entusiasmo di un bambino. Correndo veloci e sfidando il vento su una moto. Accarezzando il compagna come un padre accarezza i figli. E poi troviamoci tutti giovedì alla “gabbia Martino” col Caccia per portare a Licia il messaggio più bello, insieme alla vittoria: non li abbiamo dimenticati.

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