Diminuiscono i Pos, le apparecchiature per effettuare pagamenti con bancomat e carte di credito.
Ripercussioni della chiusura di molti esercizi commerciali che toccano un po’ tutta la Lombardia (in controtendenza solo Sondrio, Monza-Brianza e Lodi) e dalle quali non è esente la provincia di Varese.
Dove tra il 2011 e il 2012 il numero dei Pos è diminuito del 9%, percentuale superiore alla media nazionale che ha registrato, nello stesso periodo, un -7,84.
Lo rivela un’analisi di Cpp Italia, società del gruppo inglese Cpp specializzata nella protezione della carte di pagamento che, nel nostro Paese, ha oltre 700mila clienti e assicura più di tre milioni di carte di credito.
Analisi che, allargando l’arco temporale dell’indagine agli ultimi otto anni compresi tra il 2004 e il 2012, nota invece in Lombardia (e anche in provincia di Varese) una crescita nel numero dei Pos, che nel Varesotto ha registrato una crescita del 70%
«Le possibili cause di queste riduzioni – spiega Walter Bruschi, chairman NE di CPP Sud Europa – sono riscontrabili da un lato nella crisi economica che ha fatto chiudere molti esercizi commerciali, dall’altro in una ingiustificata diffidenza degli italiani nell’utilizzo degli strumenti alternativi al contante, ancora utilizzato nel 90% delle transazioni contro una media europea di circa il 70%».
Una tendenza che potrebbe essere invertita realizzando « campagne di “educazione” all’utilizzo consapevole e sicuro della moneta elettronica. Bancomat e carte di credito – nota Bruschi – sono, infatti, molto più sicure del contante: in caso di furto di un portafoglio, ad esempio, il denaro sarà irrimediabilmente perso, mentre le plastic card potranno essere facilmente bloccate. Anche in caso di clonazione, poi, sarà sufficiente denunciare la propria estraneità agli acquisti fraudolenti per vedersi rimborsare le somme ingiustamente addebitate. A tutto questo si lega il tema più che mai attuale della tracciabilità dei pagamenti e della lotta all’evasione fiscale»
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