Mini scalatori e maxi impresa Il monte Ararat è di tre varesini

Per due anni si sono preparati scalando il Rosa e il Cevedale, incontrando esperti, costruendo un gruppo affiatato. E alla fine ce l’hanno fatta.

Il 23 luglio hanno raggiunto la vetta dell’Ararat che, con i suoi 5137 metri, è il monte più alto della Turchia. La spedizione è stata organizzata dal Cai per festeggiare il suo compleanno numero 150 e ha coinvolto un gruppo di ragazzi dell’Alpinismo giovanile italiano.

Tra i 25 partecipanti, in gran parte di età compresa tra i 15 e i 18 anni, anche tre ragazzi della nostra provincia. , 16 anni, studente del liceo classico; , 15 anni, dell’itis Gazzada e , 18 anni, del liceo scientifico musicale di Gallarate.

Con loro anche il varesino , del “Tam” (sigla che sta per “tutela ambiente montano”).

Il viaggio, oltre alla spedizione in alta quota, prevedeva uno studio dell’ambiente montano e alcuni giorni da dedicare alla conoscenza di Istanbul e della sua gente.

L’avventura è iniziata il 18 luglio, con l’arrivo in Turchia. Il giorno successivo il trasferimento a Dogubayazit. Il 22 luglio si è cominciato a fare sul serio, con la scalata al secondo campo dell’Ararat a 4200 metri. Il gruppo, il 23 luglio, ha puntato la sveglia a mezzanotte. Dopo colazione erano già tutti in marcia, sotto la luna, verso la meta. «Facevamo fatica perché il terreno era ghiacciato, ma ricordo l’emozione di essere lì tutti insieme per raggiungere un obiettivo» racconta Paola. A parte qualche piccolo malore causato dal freddo e dalla fatica, il gruppo è arrivato in cima alle 6.30. Faceva molto freddo e tirava vento, tanto che tra gli accompagnatori uno ha cominciato ad accusare un problema di congelamento alla mascella. Da lì la decisione di scendere subito e di fare le foto ricordo più in basso.

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google