Narcotici e abusi sulla figlia Testimonianza choc in aula

Ieri in tribunale la giovane, oggi ventenne, ha ricostruito un incubo. L’inizio delle violenze nel 2010. E il mistero delle “strane vitamine”

– Abusi sulla figlia minorenne dopo averla sedata: ieri in aula è stata ascoltata la vittima. La ragazza, che oggi ha 20 anni, ha testimoniato per oltre due ore ricostruendo l’accaduto e rispondendo alle domande del pubblico ministero senza contraddirsi durante il controinterrogatorio del difensore dell’anziano padre, oggi sessantenne, che almeno in due occasioni, secondo l’accusa, avrebbe abusato di lei. I contorni della vicenda, discussa a porte chiuse a tutela della privacy della giovane vittima, sono da brivido se confermati da un’eventuale sentenza di condanna. Gli abusi risalgono al 2010, quando la ragazzina aveva appena 14 anni. Almeno in due occasioni il padre avrebbe abusato di lei. Dopo averla sedata. L’uomo, quando restava solo nell’abitazione di famiglia a Varese, somministrava alla figlia queste strane vitamine. Di cui la ragazza,

però, non aveva assolutamente bisogno in quanto sanissima e affatto debilitata. La scusa era quella di rinforzare le difese immunitarie, le vitamine, si sa, non fanno mai male e non sono mai abbastanza. Solo che, come raccontato dalla vittima, quelle pillole erano strane. Il gusto era amaro, molto, molto lontano dai classici sapori agli agrumi che contraddistinguono i prodotti vitaminici destinati anche ai bambini. E poco dopo aver assunto le capsule, la ragazzina si addormentava. Profondamente. In due occasioni, però, la ragazza si è svegliata dal sonno causatole dalla medicina. Nel torpore ha sentito le mani del padre su di se. Il padre che la accarezzava, la baciava, la toccava ovunque e le si strusciava addosso. Nel torpore, diradato dallo choc di quel risveglio, la ragazzina ha compreso cosa stesse accadendo.