‘Ndrangheta; Gratteri: una grande risposta dopo strage Duisburg

‘Ndrangheta; Gratteri: una grande risposta dopo strage Duisburg


Reggio Calabria, 13 mar. (Apcom)
– L’arresto di Giovanni
Strangio, presunto killer della strage di ferragosto del 2007 “è
un’operazione importante che ha dato una grande risposta del dopo
Duisburg. Adesso bisogna continuare con tutti i livelli”, è
questo il commento, soddisfatto, del procuratore aggiunto della
Dda di Reggio Calabria, Nicola Gratteri. E’ uno dei magistrati
impegnati in prima linea contro la `ndranghetam, che combatte da
21 anni, “da quando – dice – sono entrato in magistratura”, e che
quindi ha seguito dall’inizio le indagini sulla faida di San
Luca.

“L’Italia – spiega il magistrato – è l’unico paese al mondo che
ha quattro mafie: la `ndrangheta, Cosa Nostra, la camorra e la
Sacra corona unita. A questo si aggiungono una criminalità
organizzata e comune molto diffuse. Sul piano normativo l’Italia
rispetto agli altri paesi del mondo è molto avanzata, anche se
era molto più avanti subito dopo le stragi di via Capaci e di via
D’Amelio. Allora aveva risposto non solo con più mezzi e con più
uomini, ma anche dal punto di vista normativo. Dal ’92 – ’93 in
poi c’è stato un lento ma inesorabile sgretolamento della
legislazione antimafia. Sono state introdotte tante piccole
modifiche al codice di procedura penale, soprattutto per quanto
riguarda il dibattimento”.

La ‘Ndrangheta è insidiosa, pericolosa e i pentiti sono pochi:
“Mille collaboratori di giustizia hanno accusato la mafia,
duemila la camorra, seicento,settecento la Sacra corona unita e
meno di cento le n’drine”, spiega Gratteri, aggiungendo:”Fra
questi i capi locali sono due Franco Pino di Cosenza e Filippo
Barreca di Pellaio. Gli altri sono tutti figure intermedie o
piccole, quali killer, corrieri di droga, gente di basso rango.
Comunque nessuno che appartenga all’élite della ‘ndrangheta che
potesse imprimere una svolta”.

Questo perchè le ‘ndrine mantengono la loro struttura, e “per
parlare si dovrebbero denunciare 250 parenti. Eppoi calcoli che
oggi fare il collaboratore di giustizia non conviene. Si esce
prima dal carcere facendo il rito abbreviato e il patteggiamento”.

Ma all’estero sul piano della legislazione antimafia sono quasi
all’anno zero, “e purtroppo la ‘Ndrangheta è quella che meglio di
tutte ha capito il meccanismo dell’Unione Europea. Si muove fra
Germania Belgio e Olanda come se fosse in Italia”, spiega
Gratteri.

“Ad esempio Nell’agosto del 2006 – continua il magistrato – ho
arrestato sei latitanti fra Germania, Belgio e Olanda, sei
individui che nella stessa giornata si spostavano fra i tre
Paesi. In Germania non c’è il reato di associazione a delinquere,
non è sviluppato quello di associazione mafiosa, è più difficile
fare intercettazioni ambientali e non esiste il concetto di
misure di prevenzione”.

Molti latitanti di `ndrangheta sono stati presi in Spagna,
Olanda, Germania: “La Spagna è lo stato preferito per lo
stoccaggio della cocaina, anche perché ospita colonie di
colombiani. Il secondo paese è l’Olanda, per via del porto di
Rotterdam. Molti altri erano in Belgio e in Germania”. Così
in questo quadro Duisburg non è una sorpresa, e “chi ha sparato
aveva una copertura prima, durante e dopo l’agguato. Li c’è una
struttura di quella famiglia solida e ben organizzata. Una cosa
del genere non si improvvisa”.

fmc

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