Nidi a regime: la carica dei 229 bimbi Il caro-rette mette a disagio le famiglie

Nelle cinque strutture di Varese è ripresa l’attività, utile per i genitori che lavorano. Tariffe diverse secondo reddito e residenza: il salasso pesa sul bilancio domestico

– Sono 229 i bimbi iscritti nei cinque asili nido comunali di Varese. Di questi, 103 frequentavano già l’asilo nido lo scorso anno. In questi giorni, quindi, sono 126 i bimbi che stanno iniziando ad ambientarsi all’asilo nido.
Per i piccoli è un vero e proprio salto nel buio. Andare al nido significa sconvolgere le proprie abitudini, ma anche guadagnare giorno dopo giorno una maggiore autonomia e superare il trauma di stare qualche ora senza mamma e papà.

Un trauma che vivono anche i genitori che, oltre a lasciare il pargolo (cosa sempre soffertissima), devono fare i conti anche con il portafoglio.
Le rette degli asili nido cambiano a seconda delle fasce Isee delle famiglie (che comprendono diversi parametri, dal reddito fino alle proprietà); per la frequenza piena vanno da un minimo di 41,58 euro al mese, a un massimo di 609,12 euro.
A pagare il minimo, però, sono solo gli utenti segnalati dai servizi sociali. Basta che una famiglia sia in quarta fascia (sotto i 20mila euro Isee) e la retta sale a 413,51 euro al mese.
Una bella somma, che può assorbire quasi tutto lo stipendio part time di un genitore. Ma spesso, l’asilo nido è l’unica soluzione se non si vuole rinunciare al posto di lavoro.
Le cose si complicano per chi abita in un Comune limitrofo, ma lavora a Varese. Queste mamme, volendo lasciare il bimbo nel nido più vicino al proprio ufficio, dovranno pagare la tariffa massima indipendentemente dalla certificazione Isee e dai componenti del nucleo familiare: ovvero 609,12 euro per la frequenza piena.

Per i residenti, invece, esistono agevolazioni tariffarie sulla base del numero di figli di età inferiore ai 18 anni o sulla base di eventuali figli disabili. Gli asili nido comunali presenti in città sono cinque, per una capienza totale di 270 posti (di cui 72 per i lattanti). Sono lo Scarabocchio di viale Aguggiari, Le Costellazioni di Giubiano, Le Piccole Orme di Biumo Inferiore, il Carletto Ferrari di Bizzozero e il Marzoli di San Fermo. Le strutture di viale Aguggiari e di Giubiano sono quelle che hanno più

posti: 68 ciascuna. Il più piccolo è quello di San Fermo che ha solo 24 posti. Gli altri due hanno rispettivamente 60 e 50 posti. In tutti i casi stiamo parlando di ambienti confortevoli, colorati, pieni di giochi, fatti apposta per consentire ai bimbi di esplorare, conoscere e imparare.I percorsi didattici incoraggiano l’autonomia e la scoperta del mondo; in molti casi avvicinano già i bimbi all’arte e li incoraggiano a esprimere le proprie emozioni. Come ogni anno, ci sono le liste di attesa per entrare nelle strutture comunali.

Nello specifico, al 1° settembre figuravano in lista di attesa tre bimbi lattanti residenti a Varese e uno non residente. Più lunga la lista dei divezzi (ovvero i bimbi sotto i due anni che si muovono da soli) che sale a 21 (più uno non residente).
Tutte le cinque strutture del Comune hanno un mensa interna, che rappresenta un valore aggiunto notevole perché consente alle cuoche di preparare pasti ai bimbi con la stessa cura che usano le mamme a casa, senza che il cibo debba essere trasportato dalla cucina alle diverse strutture.
Le mense interne, inoltre, possono più rapidamente rispondere alle richieste specifiche delle famiglie.
L’assessore augura a tutti un buon anno, sottolineando come i nidi svolgano un servizio importantissimo per il territorio.