Niente soldi per la cassa in deroga E ora a Varese tremano in migliaia

Cassa integrazione in deroga, il presidente Roberto Maroni picchia duro: «Il Governo garantisca la copertura della cassa in deroga, altrimenti scoppia la rivoluzione».

Oggi, all’incontro con il premier Matteo Renzi, il governatore lombardo avanzerà anche la richiesta della cassa in deroga per la quale il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha già riconosciuto la mancanza di un miliardo di euro per coprire l’anno in corso.

«La Regione ha già fatto più di quanto prevede la legge, anticipando le somme stanziate dal Governo. Non possiamo però sostituirci all’Esecutivo, perché la legge non lo consente», puntualizza Maroni.

«Purtroppo stiamo pagando la cassa del 2013 con le risorse del 2014, perché mancano gli stanziamenti da parte del Governo». Ma al volgere insurrezionale del presidente lombardo, replica il segretario della Fim Cisl dei Laghi Mario Ballante: «Maroni non scambi i ruoli. Sono i lavoratori che faranno la rivoluzione se mancherà un sostegno al reddito».

E dalla Cgil di Varese, il segretario Umberto Colombo aggiunge. «Non si giochi a ping pong tra Governo e Regione. Anche la Regione deve avviare risposte immediate. Il problema è gravissimo». In provincia di Varese sarebbero circa tremila i lavoratori coinvolti, di cui un migliaio particolarmente esposti, a rischio anche licenziamento, dipendenti di aziende artigiane, commerciali ma anche del settore costruzioni e del terziario, quest’ultimo comparto con un incremento consistente delle ore di cassa in deroga richieste negli ultimi due anni. Le stime della Cgil, invece, darebbero «circa ottomila lavoratori interessati dalla cassa in deroga», dice Colombo. In ogni caso, il territorio produttivo varesino attende con trepidazione le disposizioni del nuovo Governo.

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