Blocco stipendi forze dell’ordine e comparto sicurezza: per la prima volta nella storia della Repubblica si minaccia uno sciopero congiunto. Polizia, carabinieri, vigili del fuoco, guardia di finanza e militari. Tutti, insomma.
E la provincia di Varese è colpita (la figura del questore di Varese è tra quelle sottopagate a causa del blocco) e compatta: «Non vogliamo aumenti ma solo il giusto» commenta , segretario generale del sindacato di polizia Siulp.
E, coordinatore Cgil Vvigili del fuoco aggiunge: «Tante promesse non mantenute. Noi chiediamo soltanto di avere i mezzi per garantire al meglio la sicurezza dei cittadini e la nostra durante gli interventi».
, segretario provinciale del sindacato di polizia Sap aggiunge: «Una delegazione di Varese era a Roma lo scorso 27 agosto. Abbiamo aderito alla campagna nazionale del sindacato – spiega Coppolino – Abbiamo donato il sangue. Come a dire: prendetevi anche questo». Sul fronte Varese Coppolino aggiunge: «Anche in città arriverà il camper del sindacato. Vogliamo raccogliere firme a sostegno della nostra campagna e spiegare ai cittadini qual è la reale situazione di lavoro che ogni giorno affrontiamo».
Macchi inquadra la situazione: «Voglio sottolineare che quello che stiamo reclamando non é assolutamente un mancato rinnovo contrattuale, come invece tentano di far passare alcuni esponenti politici, proprio perché conosciamo il grave stato di recessione in cui versa il Paese» spiega il segretario generale.
«Ma ci sentiamo umiliati e presi in giro ancor prima moralmente che economicamente poiché noi forze dell’ordine subiamo un blocco/congelamento delle retribuzioni ormai da quattro anni che ha visto cancellare i nostri scatti stipendiali di grado e anzianità, congelamento che stranamente per i magistrati é invece da subito stato dichiarato incostituzionale. Non chiediamo aumenti ma riconoscenza per ciò che ogni giorno facciamo per poco più di mille euro al mese».
Durissimo l’intervento di , segretario aggiunto Cisl Fns: «Il blocco stipendiale non fa altro che denigrare ancora una volta la nostra professionalità e di tutti quei lavoratori che quotidianamente operano nel settore della sicurezza e del soccorso – spiega – La tanto decantata spending rewiev non è altro che un colpo di scure inferto ai cittadini e alla loro sicurezza. Al di là delle ragioni economiche che sono importanti, quello che ci preme maggiormente è la tutela del cittadino e dell’operatore».
Barbonetti fa un focus sulla situazione varesina: «Alcuni dei nostri mezzi sono stati ritirati – spiega il coordinatore della Cgil – C’è carenza di indumenti regolamentari per gli interventi in caso d’incendio: per un vigile del fuoco significano la vita. Taglieranno il personale? Che sicurezza avremo noi e i cittadini quando per affrontare un’emergenza in cui occorrono sei operatoti ne verranno inviati quattro?».
E Coppolino fotografa la situazione della polizia di Stato: «I problemi arriveranno tra un anno credo – conclude il segretario provinciale del Sap – A fronte di oltre una trentina di colleghi che lasceranno o hanno lasciato il servizio o sono destinati ad altre sedi, a Varese arriveranno una decina di nuovi poliziotti. È inevitabile che questa gap si farà sentire. Vogliamo essere soltanto messi in condizione di fare il nostro lavoro: tutelare i cittadini al meglio».
Varese
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