BUSTO ARSIZIO C’erano anche 19 studenti del liceo scientifico «Arturo Tosi» ieri nell’aula «Falcone e Borsellino» del tribunale di Busto per l’udienza del processo alla ‘ndrangheta, rinviata al 23 novembre. Accompagnati dall’insegnante Sofia Somasca e dal coordinatore regionale del movimento «Ammazzateci tutti» Massimo Brugnone, promotore di un progetto sulla legalità che coinvolgerà anche altre scuole, i ragazzi della 5A hanno potuto assistere coi loro occhi a una delle fasi del processo denominato «Bad Boys». Indosso avevano tutti una maglietta bianca disegnata dagli studenti del liceo artistico con scritto «No alla violenza e alla criminalità».Prima dell’udienza Brugnone aveva spiegato agli alunni della 5A «la situazione delle mafie e le fasi del processo – racconta Dario Chiari, uno studente – sono molto contento di questa esperienza e spero di poter partecipare di nuovo. Mi ha colpito il fatto che se non ci fossimo stati noi non
sarebbe stata presente tra il pubblico nessuna parte civile, che invece è molto importante». «E’ stata un’esperienza interessante anche per aver visto il livello di sicurezza che si incontra in tribunale – conferma Martina Marconato, studentessa della 5A – essere lì in aula dà quasi l’idea di poter fare qualcosa, abbiamo testimoniato che i giovani si impegnano e tengono alla società in cui vivono».Sanno della missiva con cui i parenti degli imputati hanno espresso perplessità sul fatto che gli studenti andassero lì a vedere i loro familiari “in gabbia”. L’intento però «è un altro – fa sapere il dirigente scolastico del liceo Tosi Giulio Ramolini – cioè dare un contributo alla crescita di questi ragazzi facendoli rendere conto di questo tipo di violenza e che la mafia è anche qui. Niente a che vedere con lo spettacolo».il pezzo completo di Brigida Rangone sul giornale di oggi
m.lualdi
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