. In una parola: giovani. Un campione di quelli – tutti frequentanti il liceo scientifico Ferraris di Varese – che ieri sono andati a “lezione” di diritti e di civiltà, le nozioni più importanti della loro vita di studenti e soprattutto di cittadini. Con l’Università dell’Insubria hanno organizzato l’incontro “Omosessualità, omofobia, diritti”, alla presenza di Mauro Grimoldi, già presidente dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia, Riccardo Conte, avvocato e docente universitario, Dario Accolla, docente, giornalista e saggista, e Dario Belmonte, addetto stampa dell’Associazione Certi Diritti.
I ragazzi hanno ascoltato, ragionato e formato la loro fertile mente su argomenti di strettissima attualità come le unioni civili e le adozioni. Dopo un’intera mattinata passata al loro fianco è stato interessante sentirli parlare, stimolarli sulle loro opinioni, ricavare il loro bigino della realtà: se sono queste le persone che dovranno fare e affrontare il futuro e i suoi cambiamenti, la speranza rinasce viva. Tanto da farti pensare che sia un peccato che certe decisioni non vengano prese proprio da loro, solidi in una visione del mondo che non può essere ingabbiata da schemi pieni di naftalina, profondi e veri nelle loro considerazioni, disposti ad ascoltare e a imparare le cose che non sanno, consapevoli di poter diventare migliori.
Così, per esempio, si esprimono sull’omofobia: «La nostra generazione vive questo problema, non fa finta che non esista come quelle che l’hanno preceduta – dice Benedetta – Fortunatamente nella nostra scuola non ci sono stati episodi censurabili, ma questo succede anche perché viene fatto un approfondimento su certi temi. Noi giovani abbiamo bisogno di una guida per formare il nostro pensiero».
«Siamo stati noi studenti a voler partecipare a questa conferenza – replica Giacomo – E l’anno prossimo, in classe, terremo lezioni di cittadinanza, toccando i temi della discriminazione a vari livelli: servirà a conoscere noi stessi e gli altri». «Essere informati è fondamentale per aprire la nostra mente e orientare i nostri comportamenti» aggiunge Lucia. Ecco cosa pensano su unioni civili e adozioni da parte di coppie dello stesso sesso: «Giusto aprirsi, siamo già in ritardo rispetto all’Europa – afferma Francesco – Le adozioni? Qualsiasi coppia, a maggior ragione se ritenuta tale dalla legge, può amare e crescere un bambino».
«Mi sono spesso trovata a chiedermi fino a che punto sia vero che a un bambino servano per forza due genitori di sesso diverso per crescere bene – continua Benedetta – e sono arrivata a questa risposta: se due persone hanno la volontà di donare amore, perché privarle della gioia di crescere un figlio? E perché privare di questo amore tanti bambini che ne avrebbero bisogno? «Io sono favorevole a entrambi – dice Franz – ma vorrei crescere e informarmi ancora un po’ prima di avere un idea definitiva». E ancora: «Il problema sta nella società in cui viviamo – conclude Giacomo – Per accettare certi cambiamenti forse ci vuole ancora un po’ di tempo. È però importante fare dei passi avanti come quelli che si stanno tentando di fare: senza di essi non si abbatterà alcun muro».












