Non trovate i biancorossi? Dovete cercare nei sogni

Tiziano Masini, capo di chi ama solo i biancorossi (esistono, esistiamo): «Se vuoi il Varese e non lo trovi, cercalo in un sogno».

Giorgio Scapini, capo del vivaio (Pisano, De Luca, Lazaar, Fiamozzi, Barberis sono figli suoi, quindi figli nostri), rivolto a Luca e Paolo, ragazzi con disabilità mentale simpaticissimi e scatenatissimi in tribuna (piacerebbero a Bruno Arena, che ci manca tanto): «Adesso fate venti giri di campo con me per festeggiare». Veniamo anche noi, Giorgione: perché la gente del Varese è tornata a spingere, perché si vede la mano dell’allenatore (oggi portaci tutti a funghi con te, Sottili), perché c’è un attaccante che a Max Lodi ricorda Gigi Riva, perché c’è un gruppo. C’è la panchina (tu giochi per me, io gioco per te, noi giochiamo per tutti). C’è la capacità di accendere la scintilla: la mancata espulsione di Masi, come l’espulsione di Bjelanovic, incendia i cuori, ma solo perché ci sono tremila cuori da accendere. Pensate se non ci fosse la pista: avremmo giocato in un Filadelfia biancorosso, con il trombettiere a suonare la carica e i gradoni che tremano.

Già che ci siamo: smettetela di contare i paganti e inorridire, di dire che gli abbonati son calati e che il Varese ha poco pubblico. Primo: offendete chi c’è. Secondo, questa squadra paga una colpa non sua, ma la paga: la fiducia tradita di chi l’ha preceduta. L’ultimo finale di stagione è stato ignobile e ha dato ai tifosi che non sono fedelissimi (la maggioranza) il segnale della smobilitazione, addio di Rosati compreso. La gente è rimasta scottata. Basta frignare. Avanti così, torneranno tutti. Anzi: di più.

Due gare vinte in casa con meno di mezzo Neto, cercando e trovando altre vie. Quando sarà almeno al 70%, che succederà?

Che allenatore (ha insistito su Franco, su Lazaar e Fiamozzi esterni, sul coraggio di cambiare perfino Corti e Zecco, sui 23 titolari), che qualità, che caparbietà, che cambi: son partiti come garibaldini Calil, Fiamozzi, Forte. A proposito di quest’ultimo: grazie a Mauro Milanese per non averlo ceduto. E grazie anche per la solita profezia pre-partita (porta bene): «Se riusciremo a giocare col cuore, il mister farà la differenza». Ci sentiamo venerdì alle 19.30. .

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