VARESE Offrivano soldi in cambio di una dichiarazione di lavoro fasulla. Così cinque clandestini sono finiti sotto indagine della Digos di Varese e sono stati denunciati per false attestazioni di rapporto di lavoro, tutte finalizzate a regolarizzare la propria posizione attraverso la procedura di emersione prevista dalla sanatoria per badanti e colf. Dopo un’attenta attività investigativa sono stati scoperti un pakistano e un cinese che avevano presentato dichiarazioni fraudolente, mentre altri tre stranieri, tutti pakistani, avevano adottato una procedura tanto efficiente quanto rischiosa: gli annunci in internet. Proponevano di pagarsi da soli tutti i contributi e di sborsare eventualmente altre somme richieste a chi accettasse di dichiararsi il loro datore di lavoro.L’episodio però
non ha stupito i sindacati che con queste pratiche illecite hanno a che fare quasi ogni giorno. «Non voglio essere troppo dura ma proprio in questi giorni ho fatto i conteggi con qualche statistica – spiega Martine Illgen di Anolf Cisl – e verosimilmente una domanda su tre è fasulla. Le cose non vanno nascoste. Se proprio volessimo tagliare le situazioni con un minimo dubbio, arriveremmo a un falso su cinque». Far passare l’illecito per il lecito d’altra parte è semplicissimo. Basta un amico, un conoscente, qualcuno insomma che per una certa cifra, più o meno consistente, si esponga nel dichiarare un rapporto di lavoro inesistente, e il gioco è fatto. Francesca Manfredi
s.bartolini
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