Omicidio Rea/Palestra e solitudine, la vita in cella di Parolisi

Teramo, 1 ott. (TMNews) – Letture, palestra, solitudine. Si può riassumere così la vita in carcere di Salvatore Parolisi, ad oggi unico indagato dalla Procura di Teramo per l’omicidio volontario pluriaggravato della moglie Melania Rea, la 29enne di Somma Vesuviana trovata uccisa con 35 coltellate il 20 aprile scorso nei boschi di Ripe di Civitella. Arrestato il 19 luglio, arrivato nella casa circondariale di Castrogno (Teramo) dal carcere ascolano di Marino del Tronto, Parolisi si trova tuttora in cella di isolamento. Il caporal maggiore dell’Esercito viene descritto come molto silenzioso da chi ha avuto modo di vederlo in queste settimane. Dimagrito e taciturno, recentemente ha iniziato a frequentare la palestra del carcere. Molte le lettere per lo più di donne in arrivo, che spesso gli esprimono la loro solidarietà, e altrettante quelle che scrive, anche alla figlioletta Vittoria.

Parolisi ha a disposizione la tv, con la quale guarda molti dei programmi riguardanti la vicenda che lo vede coinvolto, i quotidiani e anche la biblioteca del carcere, della quale si serve regolarmente. Poche, pochissime, le visite per lui. Nessun collega o amico. Solamente, di tanto in tanto, qualche familiare.

Xap/Ral

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