«Aumentando il costo dei parcheggi, il servizio pubblico avrebbe dovuto essere potenziato e scontato. E invece non è stato così».
Questo il pensiero che ricorre tra i passeggeri dei pullman di Varese, che pensano che il servizio di trasporto pubblico – buono nonostante alcune criticità – debba avvicinarsi di più alle esigenze degli utenti.
Anni fa alcune commesse del centro avevano addirittura sottoscritto una petizione per chiedere di sincronizzare l’orario di passaggio del bus con la chiusura serale dei negozi.
«La H, per esempio, passa alle 19.32, appena due minuti dopo che la saracinesca è stata abbassata– dice – Inutile dire che a quell’ora non riesco a essere alla fermata. Per prendere il pullman successivo devo aspettare fino alle 19.55. Ora che sarò a casa, a San Fermo, saranno le 20.15. Tre quarti d’ora dopo il termine dell’orario di lavoro».
«Vivo a Lissago e la N non arriva fin su in paese – spiega – Chi può camminare fa due passi, chi non può è relegato in casa. Il problema riguarda tanti anziani, di cui Lissago è pieno. Il negozio di alimentari è chiuso da tempo e praticamente nessuno è in grado di smanettare su internet per farsi portare la spesa a domicilio. Cosa dovrebbero fare queste persone per muoversi?».
E ancora: «Si dice che la corriera non può passare perché le strade sono strette, ma come fanno allora i camion dei florovivaisti così frequenti a Lissago?».
Studenti a parte, sono gli anziani i maggiori utenti dei pullman. «Perché allora non ci sono tettoie e panchine alle fermate? – si chiedono i passeggeri – Perché gli orari sono scritti in piccolo sui fogli, che ci vuole la lente di ingrandimento per leggerli? Perché le bacheche digitali che avvisavano dei ritardi sono state abolite?». «Io abito a Morosolo, la fermata che mi è comoda è poco distante dal confine del Comune, dove arriva il pullman urbano. Perché, praticamente a parità di chilometri, devo pagare 1.50 euro di biglietto contro 1.30? Non sono troppi 20 centesimi per 100 metri?» si domanda .
Fino aduna deduzione, fatta da due signore che si presentano come Angela e Carla: «Fino a che il servizio pubblico non sarà davvero efficiente, le auto sulle strade aumenteranno sempre, e con loro il traffico, l’inquinamento e la confusione». Ma c’è anche chi si dice soddisfatto del servizio, come : «A me sembra che i pullman vadano bene, poi c’è il problema della puntualità (passano più spesso in anticipo che in ritardo), ma complessivamente sono contento».
Il contratto in proroga che il comune di Varese ha stipulato con il consorzio Tuv scade il 30 settembre, ma verrà mantenuto fino alla fine dell’anno, nell’attesa che la Regione dia indicazioni sul da farsi. Resta ancora da costituire l’agenzia che si occuperà dei bandi.
«Se tutto va bene, ci vorranno due o tre anni ad organizzarsi – dice , presidente di Tuv – Poi bisognerà lavorare su un grosso lotto: con pullman sia gialli che blu, per una zona che per noi – che ci vorremmo ricandidare – andrebbe da Varese e Gallarate».
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