Orrigoni non correrà alle provinciali

Il voto - Non ci sarà apparentamento con Ncd, che proporrà una propria formazione allargata alle forze civiche

– Il “gran rifiuto” di Paolo Orrigoni: non correrà alle elezioni provinciali. Centrodestra in campo con tre liste, a caccia del ribaltone a Villa Recalcati: «Vogliamo dare uno schiaffo politico al Pd» l’obiettivo del segretario provinciale della Lega Nord Matteo Bianchi.Non ci sarà l’uomo di punta, “Mister Tigros”, candidato sindaco del centrodestra a Varese, a cui Forza Italia aveva chiesto la disponibilità a guidare la lista “Liberi per la Provincia”, con l’intento di allargare la base di consenso degli azzurri per provare a portare a casa quattro consiglieri, invece degli attuali tre. Orrigoni ha declinato. A questo punto a Varese Forza Italia proporrà la «candidatura di servizio», così la definisce il coordinatore cittadino Roberto Leonardi, del capogruppo in consiglio Simone Longhini, che dovrà inevitabilmente cercare consensi fuori dal capoluogo per conquistarsi un seggio a Villa Recalcati. Buone probabilità di elezione ce le hanno senza dubbio i rappresentanti di Gallarate e Busto Arsizio, dove gli azzurri governano: i due “veterani” Aldo Simeoni e Gigi Farioli. Riconfermati in lista i due uscenti candidabili, vale a dire Marco Riganti e Giuseppe Taldone. Non ci sarà apparentamento con Ncd, che

proporrà una propria lista allargata alle forze civiche d’area ma saldamente nell’alveo del centrodestra, con capolista il vicepresidente uscente Giorgio Ginelli. Un pezzo di Ncd invece si smarca e continua a guardare al centrosinistra, alleandosi con la Lega Civica di Stefano Malerba, con l’obiettivo di riconfermare l’attuale consigliere Marco Magrini. La Lega Nord, forte degli ottimi risultati elettorali degli ultimi due anni (soprattutto grazie al bottino pieno dei 14 consiglieri di Saronno) punta ad eleggere cinque consiglieri, rispetto ai tre attualmente in consiglio. Ma soprattutto, ricorda il segretario provinciale Matteo Bianchi, l’obiettivo è quello di «dare uno schiaffo politico al Pd» e di procedere al “ribaltone” della maggioranza. I numeri sono risicati, perché centrodestra e centrosinistra si spartirebbero all’incirca a metà i consensi: sarà decisivo il comportamento delle liste civiche e degli indipendenti. Confermatissimo l’uscente Giuseppe Longhin, che sarà capolista, ci sarà spazio anche per la minoranza interna “bossiana”, con la candidatura dell’ex segretario provinciale Maurilio Canton, mentre per gli altri posti non dovrebbe avere problemi il saronnese Carlo Pescatori. Se la dovrebbero giocare Marinella Colombo, già candidata sindaco a Castellanza, e il consigliere di Clivio Ruggero Fraulini.