Ospedale di Busto, pubblicità e polemiche Gozzini: «Annunci abusivi, noi in regola»

BUSTO ARSIZIO Pubblicità non autorizzata sulle bacheche dell’ospedale di Busto: il caso approda in consiglio regionale, ma l’aula difende l’assessore Luciano Bresciani. Nel mirino di una mozione di censura, primo firmatario era il consigliere Idv Stefano Zamponi (quello apostrofato da Roberto Formigoni, vicenda ripresa ieri da tutti i giornali), gli sviluppi del caso Teleospedale.

Dopo le inchieste giudiziarie sull’appalto per le bacheche e i monitor pubblicitari negli ospedali, le aziende sanitarie coinvolte avrebbero dovuto interrompere ogni attività pubblicitaria. Ma i consiglieri d’opposizione hanno mostrato un filmato, girato con un telefonino il 3 novembre, in cui si vedevano manifesti promozionali di Multimedia Hospital «ancora presenti nella bacheca per i messaggi pubblicitari», contrariamente a quanto assicurato da Bresciani pochi giorni prima in commissione sanità. «Dichiarazioni mendaci», secondo Zamponi & C.

«La presenza di manifesti pubblicitari era stata dichiarata dalla stessa azienda ospedaliera come oggetto di “affissione abusiva” e quindi rimossa – la replica dell’assessore Bresciani – I fatti contestati si riferiscono a circostanze estranee al contratto con la Multimedia e a rapporti tra la dirigenza dell’ospedale e la società».

Duro il capogruppo Pd Luca Gaffuri, che ha invitato Bresciani a «rimuovere il direttore generale dell’azienda o a imputargli la responsabilità dell’errata comunicazione. Altrimenti, tutta la responsabilità va addebitata all’assessore stesso». In difesa di Bresciani si è schierata la Lega Nord: il capogruppo Stefano Galli bolla come «opinabili» le accuse delle opposizioni, parlando anche della «data del filmato non documentata».

Ribadisce l’estraneità alle contestazioni il direttore generale dell’azienda ospedaliera di Busto Arsizio Armando Gozzini: «I manifesti pubblicitari rintracciati sulle bacheche erano di natura abusiva e appena ci sono stati segnalati li abbiamo tolti. Penso si sia trattato di un equivoco, forse qualcuno ha scambiato per monitor pubblicitari gli schermi che ci erano stati donati da Agesp». Una difesa che conferma l’«assoluta serenità e tranquillità» del direttore generale, che conferma quanto era già stato reso pubblico dall’assessore Bresciani in commissione: «Con due delibere distinte, una fatta dal mio predecessore Pietro Zoia e un’altra ribadita sotto la mia competenza, sono state sospese le attività pubblicitarie».

Andrea Aliverti

s.affolti

© riproduzione riservata