Pagheremo il “pizzo” a Roma La giunta: «No alla stangata»

Il conto da pagare a Roma è salato. E i tecnici del Comune di Varese si sono messi all’opera per individuare voci di spesa, non ancora chiuse, da tagliare.

Tuttavia, ad oggi, a fine ottobre, la spesa corrente può essere tagliata solo in parte. Il risparmio, sui circa tre milioni di euro che l’amministrazione deve recuperare, dal ridimensionamento delle voci di spesa, sarà abbastanza ridotto, forse potrebbe limitarsi a qualche centinaia di migliaia di euro, tenendo conto che ormai si è a fine anni. I restanti dovranno essere individuati in un altro modo, ad esempio con la vendita di azioni.

Tutto da decidere

Ma sono ipotesi. E su questo punto non c’è ancora una decisione definitiva, anche se durante la prima riunione di giunta di questa emergenza si sono fatte diverse ipotesi. Ma sono situazioni da verificare. Perché l’ente locale, è bene sottolinearlo, non ha problemi economici dovuti alla mancanza di fondi. Tutti i problemi derivano dal patto di stabilità e dalle altre imposizioni fiscali, che non consentono di spendere.

«Sicuramente non verranno aumentate le tasse e non saranno nemmeno toccati i servizi sociali» è l’assicurazione che fanno arrivare dalla giunta. La partita è molto difficile.

Ma non disperata. Alla fine, il Comune dovrebbe trovare una soluzione.

Appare comunque illogico che un ente locale debba versare più di quanto riceve. Questo, spiegano, perché il calcolo che è stato fatto si basa sugli estimi catastali. A deliberare questo sistema la Conferenza Stato-città, che ha quindi chiesto ai comuni più virtuosi di sostenere quelli con meno risorse.

Varese dovrà per l’esattezza, versare al Fondo di solidarietà comunale, attraverso una quota di Imu trattenuta dall’Agenzia delle entrate, 8.564.693,24 euro. Mentre dal fondo potrà attingere 4.971.099,32 euro.

Un trattamento iniquo

Un trattamento evidentemente iniquo, è l’accusa che arriva dall’amministrazione. Che si riunirà ancora in questi giorni.

«In parte se lo dovevano aspettare – dice il consigliere comunale del Pd– si sapeva bene che sul Fondo di solidarietà comunale non c’erano dati concreti. È comunque una situazione grave, perché questo sistema impedisce ai comuni di fare programmazione. Sul piano politico ricordo a Fontana tuttavia che anche con la Lega al governo erano stati avallati trasferimenti ai comuni del Sud. In ogni caso, visto che abbiamo sempre collaborato come nel caso della commissione spending review, saremo ben disponibili a dare il nostro contributo costruttivo».

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