Paolo Rindi eremita in Val Grande come Gianfri? Continuano le ricerche

Non si hanno notizie del 19enne disperso in Val Grande da domenica scorsa. Una lotta contro il tempo perché nei prossimi giorni potrebbe arrivare la neve e cancellare le poche tracce

Sono partite di buon mattino, per il quarto giorno consecutivo, le ricerche di Paolo Rindi, l’universitario di 19 anni che da più di una settimana si trova in Val Grande e di cui non si hanno più notizie da domenica scorsa. «Per il momento nulla, al momento abbiamo le squadre nei due torrenti, più altre due squadre che perlustrano i versanti delle montagne» è l’ultimo aggiornamento che proviene dalla decima delegazione Val d’Ossola del soccorso alpino, capitanata da Matteo Gasparini. Sono in corso di esame anche le celle del telefono agganciate dal telefonino di Paolo. È una lotta contro il tempo perché il cielo sta volgendo al brutto, con pioggia e

neve previsti nella giornata di domani. Sono tanti gli amici che si sono fatti avanti per dare una mano nelle ricerche, ma i soccorritori invitano a non commettere imprudenze. Improvvisarsi soccorritori potrebbe costituire un intralcio per le ricerche. Il giornale La Stampa – edizione di Verbano Cusio Ossola – ha avanzato l’ipotesi che Paolo volesse vivere qualche giorno come Gianfri, «l’eremita scalzo» scomparso nel giugno scorso dopo dieci anni trascorsi nella Valgrande in completo isolamento. Pare, infatti, che Paolo avesse rivelato a qualcuno il desiderio di rendere omaggio a Gianfri, che faceva l’autista di scuolabus prima di ritirarsi nell’area «wilderness» della Val Grande. Luogo da cui usciva solo per brevi periodi.