Papa; A marzo la ‘prima’ in Africa, viaggio in Camerun e Angola

Papa; A marzo la ‘prima’ in Africa, viaggio in Camerun e Angola


Città del Vaticano, 27 gen. (Apcom)
– Sarà il primo, storico,
viaggio di Papa Benedetto XVI in Africa, da quando è stato eletto
al soglio di Pietro, quasi 4 anni. La visita al continente nero è
stata ufficializzata questa mattina dalla sala stampa della Santa
Sede. Il viaggio, che si dividerà in due tappe, toccherà il
Camerun e l’Angola: dal 17 al 20 marzo il Pontefice sarà a
Yaoundè; dal 20 al 23 marzo, sarà la volta di Luanda. Sei ore di
volo, dal Vaticano all’Equatore, per portare la sua presenza e la
sua parola in un continente finora mai toccato.

Il viaggio del Papa inizierà la mattina del 17 marzo. Alle 10 è
infatti prevista la partenza dall’aeroporto Fiumicino e alle 16
l’arrivo all’aeroporto internazionale Nsimalen di Yaoundè. Qui
avverrà la cerimonia di benvenuto e il discorso del Papa, il
primo in territorio africano. Mercoledì 18 marzo, alle 10,
Benedetto XVI visiterà il presidente della Repubblica nel Palais
de l’Unitè di Yaoundè, mentre a seguire incontrerà i vescovi del
Camerun nella Chiesa Christ-Roi in Tsinga a Yaoundè. Nel
pomeriggio è in programma la celebrazione dei vespri con i
vescovi, i sacerdoti, i religiosi e le religione, oltre ai
rappresentanti delle altre confessioni cristiane del Camerun,
nella Basilica Marie Reine des Apotres nel quartiere di Mvolyè.

Giovedì 19 marzo, il Papa incontrerà i rappresentanti della
comunità musulmana del Camerun presso la Nunziatura, mentre alle
10 terrà una solenne messa in occasione della pubblicazione
dell’Instrumentum Laboris della I Assemblea Speciale per l’Africa
del Sinodo di vescovi, nello Stadio Amadou Ahidyo della capitale
camerunense. Alle 16.30, dopo l’incontro con il mondo della
sofferenza nel Centro card. Paul Emile Leger, Benedetto XVI terrà
un incontro con i membri del Consiglio speciale per l’Africa del
sinodo dei vescovi nella Nunziatura.

Il 23 marzo, il Papa si trasferirà in Angola, dove nel
pomeriggio, compierà la visita di cortesia al presidente della
Repubblica, e le autorità politiche e civili, oltre al corpo
diplomatico. “Si tratterà non solo di incontri istituzionali – ha
detto il Nunzio in Angola, monsignor Giovanni Angelo Becciu – ma
il Papa parlerà delle sfide dell’Africa per il mondo politico.
Sarà un momento interessante”.

Il giorno successivo, sabato 21 marzo, invece, ci saranno la
grande messa la mattina nella Chiesa Sao Paolo di Luanda, e
l’incontro con i giovani nello Stadio dos Coqueiros di Luanda,
nel pomeriggio. “I giovani sono la sfida del Paese – prosegue il
Nunzio interpellato da Apcom -. L’Angola è un paese di giovani,
la media di vita è sui 40-45 anni e la mortalità infantile è
molto alta; per questo i giovani sono considerati il futuro”.

L’ultimo giorno, domenica 22 marzo, il Papa terrà una messa nella
spianata di Cimangola a Luanda, da dove reciterà anche l’Angelus.
Nel pomeriggio, il Pontefice incontrerà i movimenti cattolici per
la promozione della donna nella Parrocchia di Santo Antonio. “La
donna africana – sottolinea il Nunzio – è quella su cui ricade
tutto il peso della famiglia, ricade il peso anche della stessa
società. Svolge un ruolo primario. Per cui l’idea del Papa è
stata di voler incontrare la realtà della donna africana e dirle
una parola per sostenerla nella fatica quotidiana”. Lunedì 23
marzo è previsto il rientro a Roma in serata.

“Qui in Angola c’è una grande attesa – racconta monsignor Becciu
– data dal desiderio da parte dei cattolici cristiani di trovare
una parola di conforto e di incoraggiamento da parte del Papa. Ma
soprattutto la visita è una conferma del cammino già intrapreso
nella pace, nel consolidamento della pace, e anche nel progresso
sociale-economico già iniziato dall’Angola. Una parola
illuminatrice anche per avere indirizzi precisi sul come
applicare una maggiore giustizia sociale”.

Era stato il Papa in persona, il 26 ottobre durante l’Angelus, ad
annunciare a sorpresa il viaggio in Africa. Il continente nero –
dove si è recato per 13 volte papa Wojtyla, il primo pontefice a
indire un sinodo africano – è un continente a cui Ratzinger
presta molta attenzione. La scelta è ricaduta sul Camerun, paese
di colonizzazione inglese, francese e tedesca, dove il 43% della
popolazione è cristiano (38% di cattolici e 15 di protestanti),
con un 22% di islamici e un 15% di animisti. E l’Angola,
tormentato paese di colonizzazione portoghese, dove i cattolici
sono il 50% per cento della popolazione e sono in crescita
continua, il 30% delle persone sono animiste e sono molto
presenti anche le sette.

Come ha annunciato inaugurando il pontificato e come ha
confermato in numerosi interventi, per Benedetto XVI l’Africa è
una priorità e per la comunità internazionale deve essere un
obiettivo privilegiato di attenzione. Lo scorso aprile, davanti
alla assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, Benedetto
XVI ha levato la sua voce contro la marginalizzazione da un
“autentico sviluppo integrale” dell’Africa, che rischia “di
sperimentare solo gli effetti negativi della mondializzazione”.

Nel 2007 inoltre, in vista del G8 di giugno in Germania,
Ratzinger aveva scritto ad Angela Merkel chiedendo ai grandi del
mondo di impegnarsi seriamente contro la povertà e le malattie in
Africa e di approvare la “cancellazione rapida, completa e
incondizionata, del debito estero” dei paesi più poveri del mondo.

Ssa

MAZ

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