Città del Vaticano, 2 feb. (Apcom) – Nell’anno del Signore 2009,
anno della crisi economica mondiale nata e sempre più radicata
nel benestante Occidente, Papa Benedetto XVI concentra la sua
tradizionale riflessione offerta ai credenti per la Quaresima sul
valore del digiuno, della rinuncia e della solidarietà per i più
poveri. Un cambio di stile di vita che Ratzinger, nella
riflessione quaresimale che sarà ufficialmente presentata domani
e che Apcom è in grado di anticipare, dopo aver esplicitamente
invocato in occasione del Natale 2008, ora rinnova in occasione
della Pasqua 2009, pur senza riferimenti diretti alla crisi.
E, proprio nei mesi in cui si attende l’arrivo della nuova e
annunciata ‘Enciclica Sociale’ (il cui ritardo è dovuto anche
all’intenzione di dedicare una parte proprio alla crisi
economica), la consueta esortazione al digiuno che caratterizza
ogni Quaresima, assume, nel messaggio papale di quest’anno, i
toni di un vero e proprio ‘testo sociale’.
Quella attuale, scrive il Papa Ratzinger nel Messaggio per la
Quaresima, è una “cultura segnata dalla ricerca del benessere
materiale” dove “la pratica del digiuno pare aver perso un po’
della sua valenza spirituale e aver acquistato” il “valore di una
misura terapeutica per la cura del proprio corpo”. “Digiunare –
scrive Benedetto XVI – giova certamente al benessere fisico, ma
per i credenti è in primo luogo una ‘terapia’ per curare tutto
ciò che impedisce loro di conformare se stessi alla volontà di
Dio”.
Ratzinger si sofferma quest’anno sul “valore e sul senso del
digiuno”. “La Quaresima, infatti – dice – richiama alla mente i
quaranta giorni di digiuno vissuti dal Signore nel deserto prima
di intraprendere la sua missione pubblica”. Il digiuno, dunque,
“rappresenta una pratica ascetica importante, un’arma spirituale
per lottare contro ogni eventuale attaccamento disordinato a noi
stessi. Privarsi volontariamente del piacere del cibo e di altri
beni materiali – prosegue il Papa teologo – aiuta il discepolo di
Cristo a controllare gli appetiti della natura indebolita dalla
colpa d’origine, i cui effetti negativi investono l’intera
personalità umana”.
Nel testo, dedicato al tema “Gesù, dopo aver digiunato quaranta
giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame”, il Papa analizza
in modo ampio il senso e il significato del digiuno. “Possiamo
domandarci quale valore e quale senso abbia per noi cristiani il
privarci di un qualcosa che sarebbe in se stesso buono e utile
per il nostro sostentamento”, si interroga. Il digiuno “è di
grande aiuto per evitare il peccato e tutto ciò che ad esso
induce”. Per questo occorre vivere il periodo della Quaresima
come “un cammino di intenso allenamento spirituale”. “Poichè
tutti siamo appesantiti dal peccato e dalle sue conseguenze –
ribadisce Benedetto XVI – il digiuno ci viene offerto come un
mezzo per riannodare l’amicizia con il Signore”. “Il vero digiuno
– spiega Ratzinger – è compiere la volontà del Padre”, cioè è
“finalizzato a mangiare il ‘vero cibo’, che è fare la volontà del
Padre”. C’è dunque una “forza del digiuno, capace di tenere a
freno il peccato”.
Il Messaggio per la Quaresima – lungo 8 cartelle – è stato
firmato da Benedetto XVI l’11 dicembre 2008. Verrà presentato
domani mattina in Vaticano dal cardinale Paul Josef Cordes,
presidente del Pontificio Consiglio “Cor Unum”, da monsignor
Karel Kasteel, segretario del medesimo dicastero, e da Josette
Sheeran, direttore esecutivo del Programma Alimentare Mondiale
delle Nazioni Unite.
Ssa
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