Roma, 12 mar. (Apcom) – Il 76% degli italiani rimarrà a casa
durante le prossime vacanze di Pasqua. In caduta libera (-19%) i
soggiorni con più di 3 notti, calo drastico (-14%) anche delle
presenze in albergo, in ascesa agriturismi (+10%) e centri
benessere (+8%). Scendono i viaggi in Italia (-3%) nonostante la
spesa media per un weekend sia scesa del 2,7%. E’ in sintesi la
conclusione di un’indagine dell’Adoc sui progetti di vacanza dei
consumatori per le prossime festività pasquali.
Circa due italiani su tre non si muoveranno di casa durante le
feste, il 5% in più dell’anno scorso, spiega il presidente Carlo
Pileri. “La crisi ha messo in ginocchio le famiglie, la maggior
parte delle quali, il 76%, non è in grado oggi di concedersi una
vacanza, nonostante il costo di un weekend per una famiglia,
rispetto all’anno scorso, sia sceso del 2,7%, grazie alla
riduzione dei costi per i trasporti”.
Danni per il turismo, sottolinea l’Adoc, penalizzato dal calo
(-3%) dei soggiorni in Italia e dall’accorciamento della loro
durata. Tra i partenti, più della metà (58%) sceglierà di passare
fuori casa solo una notte, mentre solo l’8% trascorrerà più di
tre notti fuori dalle mura domestiche. “Non sorprende che gli
italiani preferiscano la vacanza breve – prosegue Pileri – dato
che il carovita e la perdita del potere d’acquisto impongono la
riduzione dei giorni a disposizione per le vacanze”.
In crescita di circa il 3% anche il ricorso alla rateizzazione
del viaggio soprattutto per le vacanze lunghe, per un importo
medio di 1.500 euro. Ma il rischio, dice l’associazione, è che il
relax di qualche giorno “si tramuti in un sacrifico economico
troppo oneroso da sostenere durante il resto dell’anno, visto che
gli interessi arrivano anche fino al 24%”. Le strutture che più
soffrono la crisi sono gli alberghi.
Tra i partenti, il 18% dei viaggiatori sceglierà gli agriturismo
o i centri benessere. La spesa media è di circa 750 euro a
persona per weekend. In crisi gli alberghi, che perdono il 14% di
presenze rispetto alla Pasqua 2008. Negli ultimi anni le
strutture italiane sono uscite dal mercato a scapito degli altri
paesi del Mediterraneo, che offrono soluzioni di soggiorno e
ristorazione ad un costo pari alla metà o ad un quarto di quelle
italiane. “Gli alberghi – scrive l’Adoc – non hanno risolto i
problemi di adeguamento agli standard di qualità e servizio di
livello europeo”.
Red/Gtz
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