BUSTO ARSIZIO Pro Patria, si consuma il Pattoni-day. Nel giorno più lungo arriva uno spiraglio di speranza: il patron oggi sgancia i primi soldi, tre mesi di stipendi arretrati. E promette ai tifosi: «È il primo passo. L’obiettivo è salvare la società». È l’ennesimo colpo di scena, sempre velato di un’aura di mistero, nell’avventurosa vicenda dell’Aurora Pro Patria: Massimo Pattoni si presenta a Busto Arsizio tra la diffidenza generale per saldare una prima parte di arretrato, proprio nel giorno in cui le istituzioni si sono incontrate per approfondire il caso Pro Patria.Il giorno più lungo per il popolo biancoblù inizia in Prefettura a Varese, con il vertice al tavolo di Simonetta Vaccari a cui partecipano il questore Marcello Cardona, le autorità di pubblica sicurezza e il sindaco Gigi Farioli. E, in un secondo momento, anche lo stesso Pattoni, che mostra l’atto notarile a conferma dell’acquisizione del 90% delle quote societarie da Savino Tesoro e assegni circolari per 120 mila euro, pronti per essere versati ai giocatori a copertura di tre mesi di stipendi. «Incontro positivo» annuncia in serata il sindaco Farioli, confermando l’impegno delle istituzioni a «monitorare costantemente la situazione» e ad allontanare «dubbi di sorta circa operazioni e azioni men che trasparenti e legittime».Alle 13.30, arrivando in taxi, Pattoni rispunta allo Speroni, per incontrare mister Raffaele Novelli e i dirigenti Carlo Regalia e Francesco Lamazza. Nel cortile
si radunano i tifosi, che all’uscita di Pattoni dagli uffici lo accolgono al grido «fuori i soldi». Il patron risponde: «Sono qui proprio per i soldi». E poi entra in sala stampa insieme ai giocatori e allo staff, dove annuncia il pagamento delle prime tre mensilità di arretrato a giocatori, tecnici, dirigenti e magazzinieri. Capitan Mimmo Cristiano ammette: «Ci ha mostrato gli assegni circolari». Che però, per regolamento della Lega Pro, non valgono: servono i bonifici. «Entro domani (oggi, ndr) alle 13.30 – la promessa – vi comunicherò i codici per verificare l’avvenuto versamento del bonifico». Non resta che attendere.Intanto Pattoni si sente al «primo giorno» da presidente. «Non sono qui per far fallire la società ma per salvarla – sostiene il neo-patron – stiamo risanando il pregresso per evitare i pignoramenti, anche se inizialmente l’ingresso effettivo in società era previsto per febbraio. Finora abbiamo verificato i bilanci». Sul futuro c’è l’impegno a rimettere in riga i conti, «un passo alla volta», chiedendo ai giocatori un ridimensionamento degli stipendi più pesanti e aprendo le porte a possibili nuovi soci bustocchi che volessero partecipare all’avventura. Incalzato dai tifosi, Pattoni ammette le proprie colpe per la «cattiva comunicazione con i dirigenti e la squadra», svela che oggi sarà in Lega per acquisire il potere di firma, ma non rivela chi sono gli imprenditori che finanziano nell’ombra.Andrea Alivertioggi una pagina sulla Provincia
m.lualdi
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