Pd; Cofferati: Sono antico, se il partito mi chiama dico sì

Pd; Cofferati: Sono antico, se il partito mi chiama dico sì


Roma, 11 apr. (Apcom)
– Quando il partito chiama bisogna
rispondere, soprattutto se il momento è difficile. Sergio
Cofferati, intervistato dal Corriere della Sera, spiega così la
sua decisione di accettare la candidatura per le europee,
aggiungendo di non essere sorpreso dagli attacchi che ha
ricevuto, ma solo da “certe volgarità”. Le critiche se le
aspettava, spiega: “Ovviamente sì. Quel che non mi aspettavo,
devo dire, sono state certe volgarità. Mi attendevo giudizi di
merito”.

E’ vero che in autunno aveva giurato che non si sarebbe candidato
nemmeno per l’Europarlamento, ma poi è successo “quello che sanno
tutti: le dimissioni di Veltroni e il precipitare della crisi del
mio partito. Con quelle dimissioni eravamo sul serio arrivati
sull’orlo del baratro. Magari non l’hanno capito proprio
tutti…”. Continua l’ex segretario della Cgil: “A quel punto
Franceschini mi ha chiesto, con insistenza e affetto, la
disponibilità per l’Europa. E qui è scattato il mio essere
antico. Io ho un’idea della politica che appartiene al passato.
Se il partito in un momento difficile mi chiede di dare una mona,
non posso e non voglio sottrarmi. Anche a costo di un’apparente
incrinatura della mia credibilità”.

Cofferati precisa: “Voglio tornare ad occuparmi di chi lavora.
Credo che serpeggi il timore che io torni ad occuparmi di questo.
Un timore assolutamente fondato: me ne occuperò. Da Bruxelles o
da Sampierdarena”.

Adm

111013 apr 09

MAZ

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