Roma, 2 feb. (Apcom) – E’ un’immagine forte quella a cui ricorre
Walter Veltroni: il centrosinistra “ha la cattiva abitudine di
bruciare un leader dietro l’altro”. Nei giorni in cui alcuni
rumors nel Pd vorrebbero il ministro ombra dell’Economia Pieluigi
Bersani lanciato verso la guida del partito, Veltroni mette un
freno a chiacchiere e sospetti: sulla leadership si deciderà solo
tra sette-otto mesi.
“Credo che una leadership abbia bisogno di tempo per affermarsi,
come è successo nel resto d’Europa e nel mondo a grandi
protagonisti politici”, sostiene Veltroni in una intervista al
mensile Pocket: “Blair ha impiegato anni a costruire il New
Labour prima di vincere, Lula è diventato presidente alla quarta
candidatura. Comunque, per noi, deciderà il Congresso del
prossimo autunno”. Del resto, nel partito, gli ex Dl sono in
fibrillazione davanti all’ipotesi di una guida Bersani. Per Beppe
Fioroni questo non è proprio il momento di parlarne, “è come fare
la cosa sbagliata al momento sbagliato”.
Fioroni non ci vede chiaro e spiega che “in una parte del Pd non
c’è la volontà di superare Ds e Margherita, c’è la paura di
cambiare e c’è la voglia di conservare quello che eravamo”. Ma in
questo modo non si creerà niente di nuovo, solo un altro partito
“già vecchio, senza più nè appeal nè autorevolezza verso i
cittadini-elettori. Voglio capire – attacca Fioroni – se qui c’è
qualcuno che punta a rimettere in discussione il progetto del
Partito democratico. Se è così meglio giocare a carte scoperte e
dirlo”.
A ribadire che “dal Pd non si torna indietro” perchè “l’idea che
Ds e Margherita possano materializzarsi di nuovo è sciocca e
irrealistica” è lo stesso Massimo D’Alema che però lancia un
chiaro messaggio a Veltroni: così non va, il progetto “è ancora
incompiuto” e “il problema sono i passi avanti che ci mancano”.
Bersani leader? Per ora, sottolinea D’Alema, “non ci sono
candidature nè congressi. Poi è fin troppo banale – aggiunge
D’Alema – dire che dopo il voto si discuterà. Siamo un
partito, appunto, democratico”. A ribattere a D’Alema è
l’ulivista del Pd Michele Barbi che chiede all’ex presidente dei
Ds di “chiarire perchè il Pd è un progetto incompiuto. E’
difficile dare torto a D’Alema quando dice questo ma – osserva –
è anche difficile dargli ragione quando dice, genericamente, che
il ‘deficit è culturale ed organizzativo'”.
Infine è lo stesso Bersani a spiegare, in un’intervista
all’Unità, che il tema della leadership “non è all’ordine del
giorno ma quando lo sarà darò il mio contributo, nelle forme che
si decideranno insieme. Ho dato ampie dimostrazioni di quanto
conti per me l’unità. Non si può dubitare che io sia uno della
ditta”. La data del congresso? “La lascio alle valutazioni del
segretario”.
Vep
© riproduzione riservata










