Pd; Veltroni-Epifani, segnali di disgelo. “Vicini ai lavoratori”

Pd; Veltroni-Epifani, segnali di disgelo. “Vicini ai lavoratori”


Roma, 11 feb. (Apcom)
– Dopo la freddezza seguita al no della
Cgil all’accordo sulla riforma dei modelli contrattuali Walter
Veltroni e Guglielmo Epifani provano a riavviare un dialogo. I
contatti tra i due sono continui, assicurano a largo del
Nazareno, ma è un fatto che oggi il segretario democratico abbia
messo nero su bianco parole di sostegno allo sciopero di venerdì,
sia pure aggiungendo che “se possibile” è meglio condurre
unitariamente la lotta. E Epifani, dal canto suo, si è affrettato
a benedire il ‘piano anti-crisi’ messo a punto dai democratici e
oggi anticipato in conferenza stampa: “Ritengo che vada nel senso
dell’interesse dei lavoratori, dei soggetti più deboli e più in
generale del Paese”.

I due si sono certamente sentiti oggi, quando Veltroni ha
anticipato a Epifani la missiva, e si erano anche incontrati
giorni fa. Il segretario democratico non cambia idea sui
contratti, l’idea di spingere verso la contrattazione di secondo
livello era stata uno dei punti principali del programma
elettorale, ma ha anche ben chiaro che una Cgil lasciata sola è
un problema, per il Paese e per il Pd. Se il sindacato di corso
d’Italia si radicalizza difficilmente si raggiungeranno risultati
positivi sui tanti fronti aperti, dalla riforma dei contratti
agli ammortizzatori sociali. E in casa democratica gli effetti
della rottura sindacale rischiano sempre di creare più di un
problema, come dimostra la corsa ad aderire alla manifestazione
della Cgil che si terrà venerdì e la freddezza degli ex Ppi.
Senza contare che anche in chiave congressuale il rapporto con la
Cgil è destinato a pesare, come dimostrano le recenti prese di
posizione di Bersani.

Veltroni ha insomma “riaperto un canale” con la Cgil, come dice uno dei dirigenti vicini al segretario Pd, dopo il gelo delle scorse settimane. Un “canale” che viene rafforzato appunto con le parole di sostegno allo sciopero: “Siamo vicini ai quei lavoratori – e ne comprendiamo le ragioni – che decideranno venerdì di rinunciare, pur in un periodo così difficile, a una giornata di salario

o di stipendio”. E ancora: “Siamo d`accordo, di fronte ai ritardi del governo, che è necessario – come avviene negli altri paesi – esprimere questa domanda di cambiamento con la mobilitazione e la lotta, se è possibile di tutte le forze produttive”. Un segnale di distensione, comunque, che verrà ribadito venerdì con la presenza in piazza di veltroniani doc come Giorgio Tonini e Walter Verini.

Ovviamente Veltroni ribadisce anche l’invito a recuperare
l’unità, non solo dei sindacati ma “delle forze sociali”, dunque
anche gli imprenditori, per fronteggiare “l’inerzia del Governo”
di fronte alla crisi. “Lo abbiamo già fatto una volta,
il nostro paese è uscito da una crisi gravissima come quella del
`92 con questo spirito, mettendo l`uno accanto all`altro a
collaborare per uscirne insieme dandosi delle regole condivise da
tutti”. E’ la posizione in cui crede e che è anche necessaria per
fare quella ‘sintesi’ senza la quale il Pd non regge: molti ex
Ppi non avevano gradito una eccessiva vicinanza alla Cgil durante
la vicenda Alitalia e non sono disposti a nuovi canali
privilegiati con il sindacato di Epifani. Così come non
gradiscono l’abbraccio con la Cgil Enrico Letta e anche Francesco
Rutelli, arrivato a lamentarsi di un “eccesso di Pci” nel Partito
democratico.

L’ex leader Dl in questi giorni deve fare i conti con un malumore
che si è diffuso anche tra alcuni dei suoi ‘fedelissimi’ di una
volta, dopo la sua scelta di votare parte della mozione del
centrodestra sull’alimentazione forzata. Ma sul fronte sindacale
lui e gli ex popolari sono pronti a farsi sentire. Sergio
D’Antoni, quando gli viene letta la lettera di Veltroni a
Epifani, commenta: “E’ giusto che chiuda invocando lo spirito del
’92. E’ quello che dico io. E quindi lo sciopero è sbagliato,
perché non affatto nello spirito del ’92”.

Adm

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