Pdl in fibrillazione a Varese Cielle punta al vertice del partito

Pdl in fibrillazione a Varese Cielle punta al vertice del partito

VARESE Arriva il primo vero congresso con militanti votanti per il Pdl di Varese.  E non mancheranno le sorprese. Tra le quali la possibilità che si rompa la tradizione, finora assodata soprattutto nell’ex Forza Italia (meno in An) dei candidati unici.

Già, la base varesina scalpita. E se per i berlusconiani non si preannuncia un bagno di sangue come per la Lega Nord, la tensione e i malumori si fanno già sentire. Anche perché gli equilibri provincali del Pdl non saranno chiari fino alla fine di ottobre, ovvero fino a quando il tesseramento non sarà chiuso.
Questa la prima anomalia: per la sessione congressuale tra fine novembre e inizio dicembre, potranno votare anche i militanti neoiscritti. Una decisione piovuta dall’alto, dai vertici romani del partito, che fa storcere il naso a molti dirigenti.

Non ultimo, l’attuale segretario provinciale Rienzo Azzi, che annuncia la scelta di non ricandidarsi: «Ho ricoperto questo ruolo prima in Forza Italia e poi nel Pdl, traghettando quindi i militanti durante la nascita del nuovo partito. È il momento di lasciare ad altri».
Azzi, a precisa domanda, si sente di spezzare una lancia a favore di uno dei possibili candidati, Lara Comi.

Di nomi non parla invece il vicesegretario provinciale Marco Airaghi, che però auspica «un lavoro condiviso per trovare un candidato espressione della base». L’auspicio appare quello di una candidatura unica.
Che però non sembra trovare riscontro nei movimenti all’interno del Pdl. Sia nel gioco di correnti tra area laica e area ciellina, che potrebbero andare allo scontro dal momento che i secondi potrebbero voler aspirare alla segreteria provinciale. Il segretario uscente è infatti espressione dei laici.

I ciellini hanno finora controllato il capoluogo, attraverso il segretario Aldo Colombo. Il quale è in procinto di lasciare la carica.
E anche questi movimenti fanno pensare ai preparativi per il congresso. Il nome di peso già indicato da tempo è quello dell’eurodeputato Lara Comi, vicecoordinatrice regionale del partito. Anche se sembra che Comi possa aspirare a ruoli “milanesi”.
 
La giovane parlamentare europea, residente a Saronno, secondo indiscrezioni, pare anche la favorita per andare a ricoprira il ruolo di segretario della provincia di Milano (carica che le darebbe il controllo del partito solo nei comuni della provincia, ma non di Milano città, che in quanto area metropolitana ha una segreteria a sé).
Un ruolo che, dicono, le farebbe più gola. Anche perché, per arrivare un domani alla guida del partito lombardo, occorre rimanere su posizioni milanocentriche.

La strategia messa a punto da Comi, dicono, va nella direzione di creare un forte asse attorno a lei contro l’attuale coordinatore regionale Mario Mantovani. In questo senso avrebbe stretto alleanze con il presidente della Provincia di Milano Guido Poestà e con il governatore della Lombardia Roberto Formigoni. Questo secondo passaggio per assicurarsi l’appoggio (o almeno la non belligeranza) di Cielle. Insomma, Comi, per quanto l’area laica la vorrebbe a Varese, sembra dirigersi verso altri lidi. Per la nostra provincia, accanto al suo nome, c’è quello dell’assessore provinciale Luca Marsico.

Mentre in area ciellina, potrebbero essere schierati in campo il dirigente provinciale e assessore a Cassano Magnago Paolo Aliprandi o il segretario cittadino uscente di Varese Aldo Colombo.
Marco Tavazzi

e.besoli

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