Pensioni tagliate del 50%E’ caos agli sportelli

Anche cinquanta pensionati fuori dal portone la mattina presto, in attesa che aprano gli uffici. E poi code e proteste fino alla chiusura per capire perché la pensione sia stata ridotta anche della metà. È quanto sta succedendo da alcuni giorni agli uffici Inpdap di via Manzoni, dove anche ci sono state file e disagi a causa delle detrazioni alle pensioni di febbraio di molti ex dipendenti pubblici, per effetto dei conguagli fiscali sui carichi di famiglia che interessano circa 2500 persone in tutta la provincia.

Ciò ha generato letteralmente il caos agli sportelli di via Manzoni, tanto che venerdì, ancor prima dell’apertura degli uffici alle 10, davanti al portone di ingresso si era già formata una coda di 40 persone: «Non si può costringere persone anziane a restare fuori al freddo per riuscire ad arrivare a sportelli con orari limitatissimi – sbotta Sergio Taborelli, in coda per accompagnare la moglie, che si è ritrovata una pensione diminuita di 600 euro – abbiamo scoperto che il nostro Caf non ha inserito la dichiarazione. Ma il vero problema ora è che gli uffici Indpap sono aperti solo due ore al mattino per tre giorni a settimana e un’ora al pomeriggio per gli altri due: molta gente dopo ore di fila non riesce nemmeno ad arrivare allo sportello in tempo e deve tornare il giorno dopo, mentre al telefono non si riesce mai a prendere la linea».

«È una vergogna: tutti i giorni si è costretti in coda fin dalle 8.30 fuori dal portone – dice il signor Evangelisti, che si è visto 200 euro di riduzione sulla pensione – le code arrivano anche a 50 persone e non funzionano neanche le macchinette per i biglietti».

f.tonghini

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