La Torre Civica potrebbe essere riaperta grazie ad uno sponsor privato. L’assessorato alla Cultura, guidato dall’esponente del Pdl Simone Longhini, è infatti in trattativa con un soggetto privato per la ristrutturazione dello storico edificio di epoca fascista, che prevedrebbe un project financing.
«Questa soluzione sarebbe la più fattibile e veloce – spiega Longhini – il privato avrebbe l’interesse a riaprire la terrazza in cima alla torre, che rappresenta il punto più ambito per insediare un eventuale bar o un’altra attività che si presta a un luogo panoramico».
«Per quanto riguarda il Comune, il nostro interesse è quello di rendere la torre non tanto una sala espositiva, quanto una sorta di punto di riferimento per avere un quadro di tutte le mostre e i luoghi di valore turistico e culturale che a Varese si possono visitare».
Insomma, una sorta di quartier generale della cultura varesina, dove il turista, in un luogo centralissimo di Varese, può avere una piena visione di tutto quello che la città offre. «E soprattutto in vista dell’Expo – prosegue Longhini – il piano terra sarebbe adatto a ospitare un centro d’informazioni relativo a tutto quello che avviene in città, eventi temporanei e mostre fisse».
L’amministrazione non chiude tuttavia alla possibilità di partecipare al bando della Fondazione Cariplo, che in un primo momento sembrava l’unica opzione per il Comune. «In realtà – sottolinea l’assessore alla Cultura – il bando è vincolato a una cantierizzazione immediata dell’opera, cosa che potrebbe rappresentare qualche difficoltà per noi, dal momento che il progetto definitivo non c’è ancora, ma solo l’idea. Quindi la ricerca di uno sponsor privato è preferibile, anche se non teniamo chiusa nemmeno l’altra possibilità».
Nei giorni scorsi, intanto, l’assessore si è incontrato con i progettisti dello studio di fattibilità, realizzato con l’Ordine degli Architetti, per fare il punto della situazione.
I tempi per arrivare all’apertura della torre entro l’inizio dell’Expo a Milano, se ci si muove velocemente, sono fattibili. Così come la spesa, che al momento sembrerebbe aggirarsi su un milione di euro.
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