La ex caserma Garibaldi è ancora una volta in sospeso, e questa volta è il presidente della Regione, , a metterci la faccia: «Voglio occuparmene personalmente – dice – E il destino della caserma verrà legato a quello dell’ormai ex collegio Sant’Ambrogio, in via Ravasi. Tutto il comparto compreso tra i due edifici è estremamente interessante, perché è in centro».
L’area della caserma sta diventando una delle più problematiche della città: tornata alla ribalta a causa di un crollo verificatosi quasi due mesi fa lungo il muro di cinta su via fratelli Pavesi, la ex caserma non ha mai avuto una vita facile: nata come struttura militare a metà Ottocento, già nel 1900 mostrava segni di cedimento.
Ampliata negli anni, ha funzionato a pieno regime fino agli anni ’70, poi è stata abbandonata. Tra 2002 e 2003 si sono rese necessarie le paratie di legno e le strutture in ferro che mantengono stabile il lato lungo piazza Repubblica.
Nonostante questo e nonostante i complicati vincoli imposti dalla Soprintendenza, nel 2007 è stata acquistata da Palazzo Estense per due milioni e ottocentomila euro. Ma non è più stata toccata, se non per interventi di messa in sicurezza. È stata al centro di un’ipotesi di accordo di programma per farne una cittadella della cultura con tanto di teatro stabile, ma pochi giorni fa l’assessore all’Urbanistica ha gettato la spugna: i vincoli sulla caserma sono troppi, il progetto del teatro va abbandonato.
«D’accordo sul trasferimento»
Roberto Maroni, però, è stato più volte interpellato dallo stesso sindaco Fontana sulla vicenda, e non vuole lasciar cadere la questione: «Voglio fare un accordo di programma che coinvolga Comune, Provincia e Regione per trovare destinazione e dare via alla procedura di sistemazione» ha detto ieri il numero uno del Pirellone.
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