«Per strada si muore di solitudine»

Tra i fondatori del progetto [!N]Difference in sostegno dei senzatetto c’è la giovane varesina Vanessa Faschi

Quattro chiacchiere con i senzatetto. Si chiama [!N]Difference ed è una vera battaglia contro l’indifferenza, che dà visibilità agli invisibili, quella indifferenza che ci chiude gli occhi quando vediamo un senzatetto per le strade.
Nasce per le strade di Milano appunto ma tra i fondatori c’è una giovane varesina: Vanessa Faschi, che a Milano lavora nel campo dell’informatica, ma ha da sempre la passione per il volontariato, tanto da trascorrere mesi ad Haiti.

È nata quasi un anno fa, quando, un pomeriggio di fine estate, io e i miei amici Nelson Gregory Francesca, Cecilia Maccacaro e Carlo Banfi, stavamo ripercorrendo le nostre esperienze di volontariato pregresse, tutte fuori dall’Italia. Ci siamo accorti che quando si pensa al volontariato, si vola sempre verso lidi lontani, ma hanno bisogno di aiuto anche persone molto più vicine a noi, come, per esempio, i numerosissimi senzatetto che spesso, proprio per la loro condizione, sono invisibili ai più. Così abbiamo deciso di dare vita a un progetto che potesse aiutarli in maniera concreta. Abbiamo scelto di portare loro la nostra presenza, la nostra compagnia. Abbiamo deciso di ascoltarli, di farci raccontare le loro storie. Quello che è avvenuto poi, ci ha colto di sorpresa: i senzatetto sono tutti vogliosi di raccontare, di parlare con noi, di condividere i loro dubbi e i loro pareri. Questa condivisione è un dono reciproco e, col passare del tempo, abbiamo anche instaurato dei rapporti di vera amicizia.

La differenza all’indifferenza è il nostro motto. È il motivo per cui è nata [!N]Difference. In strada non si muore di fame, ma di solitudine. Come abbiamo potuto constatare, spesso a mancare non sono i bisogni vitali, ma il dialogo, il sostegno umano, i gesti d’amore verso chi è in difficoltà. Una persona dorme ai piedi di una vetrina e nessuno ci fa caso. Ma

quella persona ha anch’essa un nome, una storia, e soprattutto un motivo che l’ha condotta dove ora si trova. Vogliamo che i senzatetto siano visti prima di tutto come noi, persone normali, senza l’incubo di essere perennemente evitati, emarginati, dimenticati. La linea sottile che separa la nostra esistenza da una più precaria è davvero labile, ma, forse per paura, spesso lo si ignora completamente.

Attualmente il gruppo di [!N]Difference si ritrova ogni mercoledì sera, alle 20, di fronte al McDonald di Piazza Duomo, e percorre corso Vittorio Emanuele dando supporto e scambiando qualche chiacchiera con i tanti senzatetto che si rifugiano sotto i portici.
Milano ma non solo.
Abbiamo cominciato con Milano per questioni logistiche, gli altri tre fondatori sono di Milano e io ci passo la maggior parte del mio tempo, oltre al fatto che è una delle città italiane con il maggior numero di senzatetto. Sono però certa che un’iniziativa come [!N]Difference sia esportabile ovunque lo si voglia e ci sia la necessità, perché in qualsiasi luogo in cui si trovi un emarginato, ci si può sempre adoperare per rendergli più facile la reintegrazione nel tessuto sociale. Siamo anche certi che sia proprio questo “approccio” e confronto con i più svantaggiati a dare loro la forza per riprendere in mano la propria vita e cercare di superare le difficoltà che li hanno portati sulla strada.

Non abbiamo ancora avuto volontari varesini, anche se la nostra pagina Facebook è conosciuta e attrae interesse anche da parte loro. La territorialità milanese è solo l’inizio, ma, come ci piace dire spesso, siamo felicissimi di avere tra noi qualsiasi persona abbia voglia di dare al proprio mercoledì un senso diverso. Anzi, se qualche varesino vuole unirsi, è sempre il benvenuto! Sarebbe, a conti fatti, anche una compagnia per me nel treno del ritorno!

Certo. Quando la nostra struttura lo consentirà, ci sposteremo in altri luoghi, per conoscere e dare sostegno a più senzatetto possibili.